L'UNESCO difende la diversità culturale, quindi enogastronomica

Formaggio_francese


Possiamo mettere delle quote di ingresso ai prodotti enogastronomici stranieri in difesa della diversità culturale del nostro paese? Contraddizione, vero? Eppure, l'UNESCO si è impegnata per l'adozione di uno strumento a sua tutela.

I confini di questa protezione sembrano essere molto vaghi: si riferisce "alle politiche e alle misure adottate dalle parti relativamente alla protezione e alla promozione della diversità delle espressioni culturali"

Quindi, tutti i campi: cinema, moda, design, anche enogastronomia. Da qui l'opposizione americana, per cui con confini così incerti si andrebbe contro le norme dell'Organizzazione mondiale del commercio. Cosa fare allora? Prevederemo delle "misure in favore di formaggi e vini locali, agendo quindi a tutela di beni e servizi domestici ritenuti portatori di un senso di identità che va oltre il mero valore economico", come scritto qui?

Immagine | gutter

  • shares
  • Mail