Le unità di misura del vino a Roma

Sempre più gente oggi (per fortuna) preferisce bere vino di qualità, spendere qualche euro in più ma scegliere una bottiglia da carte dei vini sempre più fornite; esiste ancora “il vino della casa” ma per lo più viene venduto in brocche da un litro e da mezzo litro.

Fino a pochi anni fa, essendo il vino sfuso dei Castelli Romani l’unico servito nelle varie osterie e bettole di Roma, venivano usati termini precisi (e piuttosto pittoreschi) per indicare unità di misura e quantità in cui veniva servito: Sospiro o Sottovoce era un semplice bicchiere, corrispondente ad un decimo di litro; poi c’era il Cirichetto, cioè un quinto di litro, il Quartino, la classica Fojetta da mezzo litro e il Tubbo, un litro. La caraffa da due litri veniva invece chiamata Barzilai, dal nome di un politico romano di fine ‘800, inizio ‘900, che usava offrire vino in gran quantità ai suoi elettori.

Per quanto abbia girato, non ho trovato nessun ristorante del Centro che utilizzi ancora le vecchie unità di misura; solo il Quartino e la Fojetta sembrano sopravvivere in qualche osteria di Trastevere (Mario’s, Olindo…) e nelle migliori fraschette di Ariccia.

La foto è tratta dal sito: www.archimedes-lab.org

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