Antiche ricette regionali: il Tapulon

La leggenda narra di tredici pellegrini, di ritorno dal santuario dell’isola di San Giulio sul Lago d’Orta, che, rimasti a corto di cibo, uccisero e cucinarono un asino, la cui carne però risultò commestibile solo dopo essere stata triturata con il coltello (tapulè) e cotta a lungo.

L’origine della ricetta è molto antica e, pellegrini o non pellegrini, si rifà ad un mondo e ad una cultura gastronomica povera e contadina in cui gli animali ormai vecchi per il lavoro dei campi, venivano “sfruttati” per l’ultima volta come cibo.

Oggi il piatto è ancora un simbolo di Borgomanero, il paese dove pare sia nata la ricetta; ovviamente non possiamo più assaggiare quello che era il Tapulon originale: anche seguendo attentamente la preparazione tradizionale e servendolo con l’immancabile polenta, la carne sarà di un asino di allevamento e non quella indurita da anni di lavoro nei campi. Anche per l’abbinamento saremo più fortunati: potremo trovare un vino (ad esempio il Gattinara Riserva di Travaglini) sicuramente più equilibrato e con tannini meno astringenti.

La foto è tratta dal sito: www.sardinian.net

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