Torta caprese… e varianti

Capita a tutti di avere nel proprio ricettario una preparazione originaria di qualche regione che non è la nostra. Magari è anche anni che la facciamo con discreto successo, è diventata quasi una ricetta “di famiglia” senza che ci siamo resi conto che proprio quella ricetta non è che sia poi tanto aderente all’originale. Qualche giorno fa questo dubbio mi è sorto con la torta caprese, che ho sempre fatto secondo una ricetta storica di mia madre.

Ho fatto una ricerca in internet e…orrore! Milioni di ricette, non una uguale all’altra: anche un esperto di cucina – quale io NON sono - si sarebbe sentito disorientato e confuso. Chi la realizza con solo uova, burro, zucchero, mandorle e cioccolato; chi usa anche poca farina e lievito; chi, addirittura, la arricchisce di cacao, aromi (vaniglia, mandorla), biscotti secchi e – qui sono inorridita – fette biscottate!

A conti fatti ho concluso che la vera ricetta della caprese è la versione purista, la prima che ho indicato. Però mi sono chiesta: a che pro snaturare una ricetta così perfetta? Non sarebbe il caso chiamare queste varianti “simil capresi” oppure – meglio ancora - connotarle con un altro nome meno ingannevole? Dite la vostra.

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