Il pranzo feriale ? Dipende dal giorno del mese

Un'interessante ricerca del Corriere della Sera riportata da Greenplanet fa riflettere, soprattutto chi, come la gusto-blogger, negli ultimi anni si è trovata a dover modificare le proprie abitudini della pausa pranzo dei giorni lavorativi.

Sono sempre meno le persone che hanno la fortuna di potersi godere un pranzo in relax a casa, durante il lavoro. Per le donne è uno stress (molla il lavoro, sali in macchina, torna a casa, prepara il pranzo, sprepara la tavola, sali in macchina, torna in ufficio o in negozio), per gli uomini, in alcuni casi, è ancora un piacevole momento di "stacco" mentale. Ma chi può ancora permetterselo, con il traffico ed i ritmi che ci sono ?

Ecco allora che si è tutti relegati a mangiare un veloce pranzo fuori casa. E qui iniziano i problemi.

I buoni pasto finiscono molto, molto prima del foglio del calendario. I bar ed i ristorantini vicino agli uffici hanno deciso, negli ultimi anni, che un tramezzino con due fette di prosciutto ed una di formaggio industriale può costare tranquillamente 2,5 euro, o che un piatto di insalata di pasta è sensato pagarla 6 euro (le dodicimila lire di una volta).

Inizieranno forse a doverci pensare su, dato che i gestori hanno scoperto che, verso la metà del mese, gli affari calano, anche di un quinto. E già, quando i buoni finiscono, ci si arrangia...

C'è per esempio chi si porta in ufficio uno spuntino preparato la sera prima a casa. Sulle 275 imprese milanesi intervistate per la ricerca, nel 22,5% dei casi molti dipendenti sono "autonomi" e mangiano in ufficio cibo casalingo. In un altro 30% dei casi dichiarano che alcuni (non molti, ma nemmeno pochi) lo fanno. Siamo quindi ad un buon 50% complessivo di Aziende !

Non solo bar e ristoranti, ma anche i fast food sono messi sotto accusa. In due anni l'aumento dei loro prezzi è stato dell'8,8%, con un costo medio di circa 5 euro (ma si provi a mangiare in un fast food zona-uffici a Roma con questa cifra...).

C'è chi dice che la colpa del cambio di tendenza sia più legata a motivi salutisti che non a fattori economici. La si pensi come si vuole, ma ormai è sempre più diffuso ovunque il pranzo da casa. E forse è giusto così, almeno finché non si tornerà a prezzi sensati... Intanto, a fregarsi le mani soddisfatti sono i signori della Tupperware. I loro contenitori sono diventati le "marmitte" da travet-nuovo-millennio...

  • shares
  • Mail