La patata, un “tesoro nascosto”

L’avreste mai detto che organizzazioni di rilevanza mondiale come l’Onu e la Fao la chiamassero così: “tesoro nascosto”? Nemmeno io eppure è vero. L’importanza e il ‘potere salvifico’ che si attribuisce alla patata al giorno d’oggi è dovuto all’aumento vertiginoso dei prezzi di grano e riso, di cui abbiamo parlato anche noi due giorni fa, e dell’uso sempre più frequente delle terre per la coltivazione di biomasse.

Ed è qui che entra in campo (ma sarebbe meglio dire che viene su visto che è un tubero) la patata: un prodotto della terra ‘scoperto’ in Perù ottomila anni fa e che oggi cresce praticamente ovunque ci siano più di 10 e meno di 30 gradi, matura in 50 giorni, è ricca di carboidrati, vitamine B e C, potassio, fosforo e magnesio e povera di grassi. Dal 2005 vi si sono convertiti anche i Paesi in via di sviluppo raddoppiandone la produzione; in Cina si è cominciato a piantarla e l’India conta di mettersi al passo dell’occidente entro i prossimi 5-10 anni.

Insomma, sarà proprio la patata a salvare, o meglio, a sfamare un mondo in cui la popolazione cresce di 100 milioni di persone l’anno e molti se ne sono già accorti: in Perù, ad esempio, Paese natale del tubero, il governo ne sostiene la produzione spingendo all’utilizzo della farina da esse ricavata; l’Onu addirittura ha decretato che il 2008 è l’anno della patata. Eppure anche loro non sono immuni dagli ‘altri utilizzi': pare che solo meno della metà delle patate finisca in pentola, il resto è destinato a mangimi o viene lavorato per l’estrazione dell’amido. Recentemente, infatti, la Basf ha presentato Amflora, patata transegenica particolarmente ricca di amido.

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