La Francia fa guerra a un suo simbolo: il croissant

E dopo un discutibile caffè passiamo a parlare di un, questo sì appetibile, dolce della tradizione francese: il croissant, per noi, soprattutto a Roma, cornetto.

Ebbene, pare che questo simbolo della pasticceria d’oltralpe stia scomparendo da forni e panetterie di Parigi perché troppo grasso, troppo costoso, troppo impegnativo e troppo ‘longevo’. Andiamo con ordine, troppo grasso: in effetti la ricetta tradizione prevede ingredienti che apportano all’organismo che voracemente lo ingurgita, circa il 50% di grassi, decisamente troppi per un’epoca flagellata dall’obesità. Troppo costoso: l’iva francese ricarica il prezzo del dolce croissant del 19,5%, altro che protezionismo della cuisine, se si pensa che in Usa il grassissimo ma tradizionale hamburger gode di una tariffa agevolata pari al 5,5.

Troppo impegnativo: in effetti scarseggiano sempre più le ‘mani d’oro’ che sanno lavorare alla perfezione la pasta dei croissant, poi ci vuole molta perizia nella cottura e attenzione addirittura alla temperatura nei laboratori, se non si vuole che il cornetto si ‘sgonfi’ e diventi troppo soffice. Infine troppo ‘longevo’: il croissant, ahiloro, si conserva abbastanza a lungo e così non rende perché non fa girare l’economia. Chi lo salverà?

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