Siete golosi? È colpa dell’ormone!

Si chiama ‘grelina’ ed è la sostanza colpevole della nostra golosità: a scoprire l’azione ‘dispettosa’ di questo ormone, tanto importante per i nostri antenati preistorici perché ne favoriva la sopravvivenza inducendoli a mangiare anche cose che oggi ci farebbero ribrezzo, è stata un’equipe della McGill University, in Canada, che ha pubblicato la sua scoperta sull’illustre rivista Cell Metabolism.

Secondo i medici, l’ormone dell’appetito, presente nel cervello, si attiverebbe ogni volta che si vedono cibi gustosi facendoli percepire ancora meglio di quanto non siano in realtà, indurrebbe la fame e anche quel senso di soddisfazione edonistica che prova ogni volta che si mangia qualcosa che piace in modo particolare: più o meno come una droga. Dal punto di vista scientifico, la sostanza concentrata nei centri neurali dell’appetito, siti nell’ipotalamo, aumenta in corrispondenza dei pasti per diminuire subito dopo; inoltre agisce nei centri del piacere: lo striato, la corteccia orbitofrontale, l’insula.

Il brillante risultato è stato raggiunto grazie a una serie di esperimenti che prevedevano la somministrazione di grelina ad alcuni individui, mentre ad altri veniva dato un semplice placebo, quindi tutti venivano sottoposti alla visione di immagini di cibi succulenti. Ebbene: nei primi si registrava un’iperattività dei centri del piacere e della corteccia visiva, chiaro segno che la grelina non solo ci fa venir fame, ma ci incita a mangiare di più.

Foto / Flickr

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