Guerrilla Cuisine: quando la cucina diventa avanguardia

cervello C’è chi dice che la cucina è una forma d’arte non ancora ben codificata, c’è chi dice che mai potrà esserlo. E’ certo però che cucina e gastronomia sono anche mezzi per esprimere idee e per portare avanti battaglie; in Italia (e non solo) lo sta dimostrando ogni giorno il movimento Slow Food.

Negli Stati Uniti è invece nato da poco (un paio di anni) un nuovo movimento, una sorta di avanguardia, il Guerrilla Cuisine, che si autodefinisce “movimento per la liberazione del gusto” e che si è sviluppato a San Francisco, negli stessi luoghi in cui sono fiorite le esperienze di ristorazione alternativa promosse delle Pantere Nere.

Da San Francisco il fenomeno si sta diffondendo rapidamente in tutti gli Stati Uniti e da un po’ di tempo si è esteso in alcuni ambienti metropolitani europei, in città come Londra, Parigi, Berlino e Varsavia; e chissà che tra un po’ non appaia anche in Italia.

Di questa avanguardia fanno parte chef di livello, che però vogliono creare in ambienti più tranquilli e meditativi delle chiassose e frenetiche cucine dei grandi ristoranti; anche la clientela è ovviamente consapevole e vuole sottrarsi al caos del ristorante, immergendosi in una atmosfera che è più quella di una residenza privata o di un club letterario.

A questi incontri, infatti, si accede con il passa parola e solo se si è introdotti da un altro membro. Vere e proprie “esperienze”, in cui si realizzano fusioni culinarie di tutti i tipi con una grande attenzione per la provenienza e la tracciabilità delle materie prime utillizate, e si svolgono un po’ come se fossero jam session musicali; molto spesso includono eventi culturali, come letture di poesie, concerti, happening di danza e pittorici.

Il costo è basso, circa 40 dollari, e non hanno scopo di lucro, l’unico movente è quello di incontrarsi e celebrare il gusto del buon vivere. Se questa non è arte…

Foto | Flickr

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