Se la cucina si alleggerisce, l'olio non si vende

Da un'analisi della Coldiretti risulta che, con le nuove e salutistiche abitudini alimentari degli italiani, i consumi dei grassi diminuiscono a vista d'occhio.

La margarina ci rimette un bel 25% di vendite; l'olio di semi 17%; il burro l'11%

Ad invertire la rotta, quasi accentuando il rafforzarsi della ricerca di "qualità" nella cucina di tutti i giorni, ecco che l'olio extravergine d'oliva cresce, invece, dell'1%.

Se poi l'olio è a denominazione di origine, ecco che si balza ad un notevolissimi +7%.

I consumi si concentrano per un terzo al Sud, mentre fanalino di coda rimane il Nord-Est. Come da tradizione, le percentuali si invertono quando si parla invece di consumo di burro, con il Nord in testa ed il Sud ultimo.

Anche dall'America giungono forti segnali di apprezzamento dell'olio di olvia, tanto che la Food and Drug Administration ha dato indicazione ai produttori di indicare sulle etichette che il consumo di due cucchiai d'olio al giorno riduce i rischi coronarici.

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