Made in Italy, la truffa corre su internet

Continuano senza tregua le falsificazioni di prodotti alimentari italiani nel mondo: secondo un’inchiesta promossa da Esperya, sito specializzato nell’e-commerce, il giro d’affari annuo si aggirerebbe sui 52 milioni di euro.

Secondo il portale le truffe si dividerebbero in due categorie: la falsificazione illegale delle indicazioni geografiche tutelate, ovvero il falso Doc, e i riferimenti ingannevoli ad aree geografiche italiane, con l’utilizzo dell’indicazione nazionale o di città e simboli riconducibili al Belpaese. Del primo tipo sarebbe il Parmigiano Reggiano, del secondo il Pompeian Olive oil, in realtà prodotto in California. Il danno economico per l’Italia è enorme: si parla di introiti che attualmente sono sui tre miliardi, ma che senza questo fenomeno potrebbero tranquillamente triplicare.

Sul podio dei prodotti più taroccati il terzo posto è occupato dai vini: Chianti, Sangiovese, Refosco e Barbera (ma rigorosamente prodotti in California), al secondo la pasta. Medaglia d’oro della truffa va al Parmigiano Reggiano, Reggianito in Argentina, Parmesan cheese nell’Oregon, Parmesan fresh Grana in Austria.

Foto / Flickr

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