Gastronomia molecolare

Eh si, la gastronomia molecolare è diventata una moda.

A parte che a me, da brava ingegnera, il sentir parlare di un qualcosa di molecolare, abbinato al termine gastronomia, fa decisamente sorridere, vediamo di capirci qualcosa in più.

Un articolo di The Independent, riportato nel corso dei mesi da vari post di food-blogger, ne parla diffusamente, con esempi ed interviste ai guru (?) della specializzazione.

Leggendolo si troverà citato lo chef che è risultato al primo posto di una non-classifica di cui si è deciso di non-parlare su queste pagine. L'avevo detto, no, che è una moda, la gastronomia molecolare ?

Costui, comunque, raccoglie tutto il concetto in modo semplice: è l'incontro della scienza e della cucina.

Certo che, detto così, banale banale, in due parole, perde, agli occhi dei profani, tutto il proprio fascino dell'incomprensibile.

Agli occhi degli scienziati sembra invece addirittura un'affermazione ingenua: tutto, in cucina, è scienza. Però qui sono stati abbastanza "intelligenti" da crearci sopra una moda.

Comunque, con le competenze di tutto lo scibile scientifico si smonta, riassembla, varia, combina tutto quanto fa cucina, cercando di far provare emozioni gustative (??) nuove a chi mangia.

Che ingegneri, fisici, matematici e chimici gioiscano ! C'è speranza nella teoria gastronomica anche per noi !

[A me, quella denominazione, continua a far sorridere, se non ridere.]

Update: su MetaFilter una ricca raccolta di link sullo stesso tema, di cui segnalo soprattutto questo.

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