Cuoco a domicilio per ogni occasione, l'intervista di Gustoblog a Matteo Bellini alias Cuoco Personale

Cuoco personale a domicilio

Un Cuoco Personale a domicilio: cosa volere di più? Va sempre più di moda in Italia avere uno chef in casa che ci prepara una cena importante, per un evento con tante persone, o anche un pasto per pochi intimi, magari per celebrare qualche avvenimento degno di nota. Una cena completa, un pranzo speciale, preparato per voi e insieme a voi, da servire ai vostri ospiti.

Noi di Gustoblog abbiamo voluto intervistare Matteo Bellini, aka Cuoco Personale, un bravissimo chef che mette a disposizione la sua bravura tra i fornelli, non solo preparando i piatti che verranno proposti in tavola, ma anche insegnando i suoi trucchi in cucina e trasmettendo la sua meravigliosa passione per il buon cibo!

Ecco la nostra intervista a Cuoco Personale (al secolo Matteo Bellini): visitando il suo sito viene proprio l'acquolina in bocca!

Cosa si intende per chef a domicilio?
Subito una domanda dalla risposta non facile. Vi sono visioni diverse sulla figura dello chef
a domicilio. Per quanto riguarda me ed il mio progetto CuocoPersonale lo chef a domicilio é un professionista di altissimo livello e di enorme passione per il proprio lavoro che mette le proprie capacità e conoscenze al servizio di persone desiderose di realizzare un'esperienza gustativa unica nel suo genere.

Chi sono i principali clienti?
In realtà non esiste una categoria di clienti modello. Io sono contattato sia dalla casalinga desiderosa di svolgere un corso con me, sia dal nobile che vuole organizzare un evento di lusso nella propria dimora. Credo che la cosa importante sia non dimenticare mai che l'essere umano é, per sua natura, curioso e desideroso di nuove avventure. Il dovere di chi per lavoro nutre le persone dovrebbe essere, prima di tutto, quello di alimentare anche la mente e l'animo di chi decide di assaggiare le sue preparazioni. Nutrirsi é un diritto di tutti, farlo con del buon cibo non deve mai essere privilegio di pochi, questa é la filosofia sulla quale ho gettato le fondamenta di CuocoPersonale.

Proponi tu un menù o sono loro a sottoporti quello che vorrebbero?
Nel mio caso funziona così: dopo un primo contatto, telefonico o via mail, faccio visita alla persona che mi ha richiesto il servizio. In quella occasione ho modo di conoscere gusti e passioni del futuro cliente. Non parlo solo di preferenze alimentari. Solitamente cerco di apprendere anche nozioni riguardanti hobby ed interessi della persona, in modo che il menù realizzato non sia, in alcun modo, una semplice lista di portate, ma diventi una piacevole melodia suonata sulle corde dei sentimenti e delle passioni. Il cibo deve essere amore allo stato commestibile per poter emozionare.

I clienti ti possono dare una mano?
Certo. CuocoPersonale é nato proprio dal desiderio di portare la cucina a qualsiasi individuo. Spesso vengo aiutato dai miei clienti, che in quel modo diventano amici ed allievi. Si instaura un rapporto meraviglioso grazie alla capacità della cucina di creare squadra. Molte volte, mentre cucino con i clienti, parliamo di ricette familiari, di gusti oramai racchiusi nella mente e cerchiamo di riportare alla luce quell'atavica emozione grazie ai piatti che prepariamo assieme.

Rimani con loro per tutto il tempo della cena?
Rimango tutto il tempo necessario, che spesso si prolunga anche dopo la cena. Spiego personalmente, durante la serata, i miei piatti ai commensali. Parlo di cucina, di prodotti e di produttori, di amore per la terra e per le materie prime, di spezie e di profumi, di viaggi. La conoscenza del lavoro che si cela dietro a quelle poche ore d'evento é fondamentale per poter assaporare alcuni piatti con il massimo gusto.

Qual è il pasto più particolare che hai preparato...
Ce ne sarebbero a decine da raccontare. Mi sono divertito molto cucinando assieme alle donne del deserto del Sahara, abbiamo cotto un pane fantastico solo grazie al calore della sabbia. Ho cucinato pasti medioevali durante una rivisitazione storica durata quasi una settimana. Ho insegnato cucina a persone fantastiche senza capire una parola della loro lingua. Ho preparato (nascosto in cucina senza farmi vedere) un intero menù per una ragazza che veniva sempre presa in giro dalle due sorelle perché non sapeva cucinare donandole una stupenda rivincita nei loro confronti.

Come è nata questa professione?
Semplicemente dalla voglia di portare la mia cucina e la mia incondizionata passione a quante più persone possibile, e dal desiderio di comunicare che da sempre mi contraddistingue.

In Italia va oppure è un settore di nicchia?
Come per tutti i settori purtroppo ci sono moltissimi furbetti che a causa della loro incapacità e disonestà rovinano, giorno dopo giorno, molte delle possibili vie percorribili da chi svolge con onestà ed amore questo lavoro. Io credo, però, che lavorare duramente giorno dopo giorno, con passione e correttezza, porti a lungo andare a frutti di una dolcezza disarmante. E quel giorno arriverà molto
presto. Nel frattempo l'importante é resistere.

Grazie a Cuoco Personale per la bellissima intervista, che ci dimostra come la passione per la cucina sia molto di più di una semplice preparazione dei pasti da servire in tavola!

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