Red Bull e le altre: le bevande energizzanti sotto accusa negli Stati Uniti

Hanno nomi, dal mio punto di vista, poco raccomandabili: No Fear, Estreme, Samurai, Atomic, Dinamite, oltre, naturalmente, all’ormai mitica austriaca Red Bull, che tutti qui da noi conoscono e hanno provato almeno una volta nella vita. Sono le bevande energizzanti, vendute anche on line, recentemente sotto accusa negli Usa perché indurrebbero, se consumate in quantità eccessive, a comportamenti sfrenati come sesso non protetto e abuso di sostanze stupefacenti.

L’accusa ha ovviamente una base scientifica: una ricerca dell’università di Buffalo pubblicata sul Journal of American College Health, in cui viene spiegato come le sostanze contenute in queste bibite (caffeina e taurina nella maggior parte dei casi) abbiano un effetto sulla percezione del pericolo e sulla paura. Tutto questo può diventare allarmante nel momento in cui queste bibite vengano accoppiate con il consumo di alcol: la caffeina contenuta in esse, infatti, ritarderebbe la sensazione di aver ‘oltrepassato il limite’. Il risultato? Sempre più ragazzi al pronto soccorso con forti nausee e tachicardia, nella migliore delle ipotesi.

I marchi del settore, riuniti nell’American Beverage Association, si difendono ricordando che si tratta di prodotti per adulti, coloro cioè che “hanno consapevolezza di sé”. Il nodo da sciogliere, tra gli altri, sarebbe la quantità di caffeina contenuta: in genere 80 mg, pari a una ‘tazzullella’ di caffè. E poi taurina, guaranà, ginseng, dedicati a chi la giornata vuole berla fino all’ultimo secondo.

Foto / Flickr

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