All'università di Pollenzo in mostra un'opera d'arte commestibile

pollenzo università Ho letto su Repubblica di ieri che il 12 e 13 luglio, in occasione del festival Teatro a Corte nell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche, l’artista francese Dorothèe Selz presenterà la sua opera; che definirei piuttosto particolare.

Una scultura lunga cinquanta metri e tutta da mangiare, a testimonianza del forte rapporto tra cibo e cultura, che passa anche attraverso l'arte contemporanea. L’artista ha scelto i prodotti tipici della regione Piemonte, ospite della kermesse, e le ha organizzate in strutture geometriche multicolori. Lamiere di metallo ricoperte di diversi prodotti, sistemati in maniera tale da poter essere consumate dal pubblico, un po’ come in un buffet.

Un’idea originale, ma neanche troppo. La Selz è infatti ormai da 40 anni esponente della Eat Art, inventata dal suo maestro Daniel Spoerri, che firma il primo Eat Art Dinner nell’ottobre del 1970, a Milano, con opere commestibili firmate dai maestri del Nuovo Realismo, con finalità di critica al sistema consumistico.

L’opera della Selz segue questo filo conduttore, dando anche nuovi stimoli ai visitatori, la scultura infatti si ispira, nella forma all’architettura, e nei contenuti alle arti popolari di tutto il mondo. Un richiamo piuttosto chiaro al messaggio che sta portando avanti Slow Food.

Foto | Flickr

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