In Giappone dilagano i ‘metabo’

Tempi duri per i ‘cicciottelli’ in Giappone: il governo ha fissato un limite per il girovita degli abitanti, 85.09 cm per gli uomini e 90 per le donne. A essere misurati dai funzionari governativi saranno tutti i giapponesi di età compresa fra i 40 e i 74 anni: circa 56 milioni di persone, il 44% dell’intera popolazione.

Non si tratta di una misura coercitiva, come scrive Repubblica, ma semplicemente della nuova campagna contro l’obesità che, evidentemente (anche se a dire il vero colpisce un po’) affligge anche il Paese del Sol levante. Cosa succederà a chi sforerà i parametri stabiliti? Sarà bollato come ‘metabo’ (abbreviazione di ‘affetto da sindrome metabolica’) gli verranno dati alcuni consigli alimentari, quindi subirà nuovi controlli dopo sei mesi, ma, se ancora non sarà rientrato nel cosiddetto ‘vitino da vespa’, sarà sottoposto a esami più approfonditi e munito di opuscoli informativi su diabete e infarto, minacciose conseguenze del sovrappeso.

L’obiettivo del governo è diminuire del 10% nei prossimi quattro anni il numero delle persone sovrappeso e c’è già chi ha preso fin troppo sul serio l’impegno istituzionale: il sindaco di una città nella prefettura di Mie ha dato vita, assieme ad altre sei città, ai ’Sette samurai metabo’, campagna conclusa dopo che un attivista di 47 anni è stato stroncato da un infarto mentre faceva jogging. Ad Amagasaki, invece, è stata composto l’inno ‘anti-metabo’ che, tradotto, dice più o meno così: “Addio metabolica. Facciamo insieme il checkup. Dai! Dai! Dai! Non aspettare di ammalarti! No! No! No!”. Roba da pazzi.

Foto / Flickr

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