Le regole d’oro per un barbecue perfetto – puntata 1

Diciamo subito che la tradizione è tutta americana, ma dai sondaggi sembra aver trovato estimatori anche da noi: circa il 63% degli italiani, infatti, pare aver organizzato un barbecue almeno una volta e molti, addirittura, sono diventati habitué.

Una delle prime cose che un vero ‘griller’ deve sapere è l’elementare differenza tra grigliata e barbecue vero e proprio: la prima è un tipo di cottura ‘fast and hot’, alte temperature e pochissimo tempo; il secondo, al contrario, sposa la filosofia dello ‘slow and low’, per cui la carne viene fatta arrivare a cottura lontano dalle braci e possono volerci anche in 16 ore. Così inteso il barbecue è più di un metodo di cottura, ma, come dicevamo, una filosofia di vita, un modo per riscoprire con gusto il piacere di passare tempo con gli altri: se vi interessa approfondire potette recarvi virtualmente in una delle maggiori community italiane, facendo clic qui.

Tra i vari consigli elargiti dagli specialisti, mi sembrano interessanti la tecnica delle ‘chunks’ – tavolette, e quella dello ‘smoker’. La prima consiste nel munirsi di tavolette di legno impregnate di olii essenziali, immergerle in acqua per almeno due ore in modo che brucino più lentamente e cospargerle di aromi o burro prima di metterle sul fuoco: in questo modo la carne si cuocerà con l’acqua evaporata e s’impregnerà di aroma. La seconda, invece, è l’affumicatura e si usa per grossi tagli di carne: si tratta di una camera di fuoco in cui brucia la legna, i cui fumi vengono fatti passare attraverso una camera più grande dove vengono posti i cibi da cuocere e poi convogliato in una canna fumaria per l’espulsione.

Foto / Flickr

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