Made in Italy: l’attacco dei cloni, ma per gli italiani “non è più il sapore di una volta”

Che a tavola siamo i più copiati del mondo, in realtà, non è una grossa novità, ma la cosa comica è che mentre imitazioni dei nostri cibi spuntano ai quattro angoli del pianeta, in casa ci lamentiamo di come i gusti dei prodotti siano cambiati nel tempo e i sapori non siano più quelli di una volta.

A questo proposito è stata pubblicata da Daniela Ostidich, da 15 anni studiosa di tendenze d’acquisto alimentari, la ricerca “Consumare qualità” che ha messo in luce come gli italiani si lamentino che il pane non sa di niente, che la carne è peggiorata, che il prosciutto è cadaverico ecc. Il campione, composto da 1850 consumatori romani e milanesi, ha anche sottolineato come questi peggioramenti si accompagnino a un costante aumento dei prezzi, soprattutto per i prodotti di prima necessità. Unici alimenti ‘promossi’, secondo l’indagine, yogurt, caffè, panettone e merendine.

Intanto nel mondo, come dicevo, fioccano i cloni della dieta tricolore: oltre all’ormai grande classico Pompeian Olive Oil fatto a Baltimora, e alle mille varianti del Parmigiano Reggiano di cui ne spunta perfino una cinese, ecco il ‘pecorotto’ fatto in Australia, il Refosco made in California e il Classic Traditional Basil Pesto prodotto in Pennsylvania. Pasta e salumi, da sempre, i più taroccati: dai Capellini Milaneza in Portogallo agli Spaghetti mit Tomatensauce in Austria, arriva addirittura l’Original Turkey Bologna, inquietante mortadella turca. Insomma, ci hanno taroccato perfino la mortadella!

Foto / Flickr

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