La dieta mediterranea vince (ancora) sui tumori

Continuano a fioccare le conferme della bontà, in termini di salute e salvaguardia della stessa, per la dieta mediterranea, recentemente inserita nel patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. Due recenti ricerche inglesi che hanno trovato spazio sulle autorevoli pagine del British Journal of Cancer, evidenziano come chi segue questo tipo di alimentazione riduca del 22% il rischio di incorrere in tumori nell’arco della vita; chi, invece, la abbraccia soltanto in parte, si accontenterà di una riduzione pari al 12.

Poche e semplici, forse anche un tantino scontate per noi italiani, le regole da seguire: sostituire, almeno una volta alla settimana, l’olio d’oliva al burro e il pesce alla carne. Dall’Inran, inoltre, (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) fanno sapere che tradizionalmente la dieta mediterranea si basa sulla cosiddetta ‘triade’ formata da olio, vino e cereali, che via via si stanno sostituendo con frutta e verdura.

A proposito di verdura, periodo stellare per broccoli, cavoli e affini: il Food research institute di Norwich, ha segnalato che tutta la ‘famiglia’ è molto utile nella prevenzione dei tumori alla prostata, ma solo se se ne mangiano porzioni da 400 grammi a settimana. Curiosamente il broccolo risulta particolarmente efficace se si ha un gene chiamato Gstm1.

Foto / Flickr

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