In vacanza in Italia con i ‘culinary tours’

Ecco l’ultima frontiera delle vacanze degli stranieri in Italia: i tour culinari, ribattezzati ‘culinary tours’, che possono prendere il via in Toscana e ora anche in Abruzzo. Si tratta, in pratica, di mini corsi di cucina per turisti che vogliono imparare le nostre specialità, quelle che ci rendono unici e irripetibili, famosi in tutto il mondo.

Dicevamo che queste esperienze, per ora, si possono fare solo in Toscana e in Abruzzo: in Toscana i tour insegnano a preparare un ‘pranzo della domenica’ legato alla tradizione, a riscoprire i prodotti freschi e di stagione, la cucina naturale e l’agricoltura sostenibile, proponendo addirittura l’acquisto del pecorino direttamente dal pastore o la visita a un macellaio che ha bottega dal 1628. E così ‘escono dalle mani’ degli alunni pici, gnocchi ottenuti da vere patate, e l’agresto, che è una schiacciata d’uva.

In Abruzzo, invece, s’impara a impastare (e poi degustare) cavatelli, chitarre, sagne ‘appezzate’ e pallotte ‘cacio e ovo’ che poi vengono condite con pomodoro fresco e formaggio, ricetta di sicuro successo. Da non trascurare i dolci, la cui preparazione è legata ai riti del corteggiamento: i cellì ripieni al mosto d’uva, gli uccelletti col velo bianco, i bocconotti simbolo di opulenza e il sorbetto al limoncello, che poi viene portato a casa per essere regalato a Natale. In esterna, invece, si sperimentano la pesca dai trabocchi, le visite a caseifici e antichi saponifici dove si lavorano olio d’oliva, latte di capra e d’asina. Ecco l’identikit degli studenti perfetti del culinary tour: in genere americani o nordeuropei, donne (65%) o coppie con meno di 35 anni, appassionati di storia della gastronomia e tutti coloro che sono stufi di essere clienti di take away e rosticcerie varie.

Foto / Flickr

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