La sicurezza alimentare in Cina in un libro

Lungi da me in questa sede scrivere un post di natura politica, ma ho pensato che visto il boom di viaggi in Cina previsti per quest’estate, in concomitanza con le Olimpiadi di Pechino, qualche accorgimento poteva essere utile.

Finalmente è stato tradotto anche in italiano il libro, messo all’indice in patria appena uscito, nel 2006, “La sicurezza alimentare in Cina” scritto da Zhou Qing, giornalista. Il volume parte dallo scandalo maggiore, quanto a dimensioni, avvenuto nel marzo 2007: circa ottomila denunce di cani e gatti avvelenati per colpa della melanina contenuta nelle proteine derivate da cereali cinesi finite nel mangime per animali. E poi si parla di vasche per l’allevamento di pesci con il fondo ricoperto di antibiotici, di polli gonfiati con gli ormoni, di frutta intrisa di pesticidi.

E ancora: soia geneticamente modificata venduta per naturale, uova con il tuorlo colorato dal vietatissimo Sudan red e ‘supermaiali’ venuti su a forza di anabolizzanti. Un altro esempio emblematico è la città di Fuyan, nota per i suoi bambini ‘dalla testa grossa’ perché cresciuti con latte adulterato sulle cui confezioni era scritto “qualità garantita: non soggetto a controllo statale”. Beh, ora non allarmatevi: il mio ragazzo va spessissimo in Cina per lavoro e non gli è mai successo nulla, tranne quella volta che ha mangiato ostriche avariate…

Foto / Flickr

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