Allarme alluminio negli alimenti

A lanciarlo è l'illustre Efsa, l'agenzia europea per la sicurezza alimentare, che invita gli europei a rivedere la propria dieta quotidiana alla luce della scoperta secondo la quale, se accumulato nell'organismo oltre certi livelli, l'alluminio potrebbe creare interferenze al sistema nervoso e a quello riproduttivo, tanto che l'Efsa stessa ha ridotto di ben 7 volte la soglia consentita in precedenza.

Oltre agli alimenti in cui l'alluminio è presente naturalmente, come l'acqua e alcune verdure, sui quali, ovviamente, non si può intervenire, ce ne sono altri sui quali, invece, le industrie possono lavorare: oltre ai deodoranti, più a rischio sono cereali (come quelli nella foto), prodotti da forno come pane, dolci e biscotti, quindi spinaci, lattuga e funghi; infine tè, cacao e spezie.

Niente paura, invece, per l'alluminio rilasciato da rotoli, vaschette e utensili da cucina (tranne nel caso in cui conservino alimenti acidi come pomodoro o sottaceti) e per le bibite in lattina; mentre particolare attenzione si deve fare al latte in polvere somministrato ai bambini, che può arrivare a contenere una quantità di metallo anche quattro volte superiore alla nuova soglia fissata.

Foto / Flickr

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