La Lega difende la “dieta padana”

La politica entra anche in cucina: alla notizia che la dieta mediterranea sta per diventare patrimonio dell'Unesco, la leghista Francesca Martini, sottosegretario al Welfare, ha reagito promuovendo le delizie della dieta padana. Riso, radicchio trevigiano, patate, asparagi, carne grigliata, mele e pere, ma soprattutto la polenta: gialla se accompagnata con carni, funghi e formaggio fuso; bianca se servita con il pesce.

E a chi solleva qualche obiezione sulla linea, rivendica il menu consumato sere fa a una festa della Lega nella Bassa veronese: risotto al tastasal (salsiccia spezzettata) grigliata con polenta. Molto estivo. Il sottosegretario è convinto che tutto dipenda dall'entità delle porzioni e sostiene che questo tipo di alimentazione possa essere seguito senza problemi a patto che si faccia molta attività fisica.

L'esponente poltico ha inoltre citato uno studio apparso sul New England Journal of Medicine e condotto congiuntamente da un centro israeliano e da un ospedale americano: un raffronto tra una dieta povera di zuccheri, una povera di grassi e la mediterranea classica provate per due anni da 320 persone in sovrappeso. Quale è stata a farle dimagrire di più? Quella povera di zuccheri. Bontà loro.

Foto / Flickr

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