Il vino Doc ora anche in tetrapack e ‘bag in box’

I puristi l’hanno presa molto male, ma il decreto del ministero delle Politiche agricole parla chiaro: ora è possibile confezionare i vini Doc in tetrapack o ‘bag in box’ (sacche d’alluminio o plastica).

Il provvedimento è stato preso in vista della penetrazione del made in Italy nei mercati del nord Europa, dove questi tipi di contenitori sono molto apprezzati, ma al tempo stesso sono state fissate norme molto rigide sulle condizioni di utilizzo di queste confezioni. La decisione, a detta del governo, servirà anche ad avvicinarci al nostro rivale di sempre, la Francia, che già da tempo utilizza tetrapack & Co.

Se nessuno ha avanzato dubbi su eventuali rischi per la salute e la genuinità del vino in cartone e simili, molti pareri si sono levati in difesa della tradizionale bottiglia di vetro: oltre alla voce di Assoenologi, secondo cui in nord Europa il tipo di contenitore è assolutamente ininfluente, semmai le difficoltà sono altre, delusione è stata espressa anche dal curatore della Guida ai vini d’Italia di Slow Food, Gigi Piumatti. Soddisfatta, invece, Fedagri, madre del Tavernello: lei il vino in cartone lo fa dal 1983!

Foto / Flickr

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