Brunello di Montalcino: cambio di disciplinare in vista?

Dopo i problemi dei mesi passati, sembra non esserci pace per il vino italiano più famoso nel mondo.

Da più parti si spinge per un cambiamento del disciplinare in nome della qualità; cambiamento che sembra però dettato più da esigenze di mercato che altro. Tempo fa era intervenuto sull'argomento Gaja, famoso produttore e ancor più famoso commerciante di vini, dicendosi a favore di eventuali modifiche. Più recentemente sentiamo Ezio Rivella, celebrato enologo ed ex amministratore delegato di Castello Banfi esprimersi in proposito. Rivella auspica l’abbandono del Sangiovese in purezza e l’introduzione di altri vitigni per un massimo del 15%; nell’intervista a Winenews considera queste modifiche necessarie al fine di un innalzamento qualitativo del Brunello ma poi parla di adeguamento al mercato e, parole testuali, dice: “Chi insiste a qualificarsi con il 100% di Sangiovese, ha ragione di farlo (SE RIESCE A VENDERLO), altrimenti si cambia”.

Parole chiare che, purtroppo, secondo il mio modesto parere, non lasciano alcun dubbio: si parla tanto di qualità, carattere, territorialità di un vino e poi, in nome del profitto, si abbandona identità e tradizione per vendere qualche bottiglia in più ad americani abituati a bere vini “mangiaebevi” al gusto di vaniglia.

E voi cosa ne pensate?

Foto: Flickr

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