Il vino francese non inquina, viaggia in veliero


Assaporare un buon vino d'importazione senza sentire il rimorso di aver contribuito all'innalzamento della temperatura del globo e ad aumentare la produzione di anidride carbonica. È questo l'ambizioso obiettivo del francese Frederic Albert, della Compagnia di trasporti marittimi a vela.

Albert, che vanta un nonno marinaio e uno enologo, ha contattato 50 produttori di vino della regione del Languedoc, rivolgendosi in modo particolare a quelli che dimostrano più attenzione alla ecosostenibilità. L'idea è semplice: tornare a trasportare le pregiate bottiglie su bastimenti che non bruciano carburanti fossili ma sfruttano il vento: è partita così la prima spedizione a bordo del Belem (un tri-alberi bianco e nero da 52 metri), l’ultimo mercantile francese a vela ad essere stato costruito, nel 1896, per trasportare il cioccolato da Belem, in Brasile, alla Francia. Migliaia di bottiglie di 45 diverse etichette del sud della Francia hanno così raggiunto Montreal, dopo aver fatto scalo a Boston. I vini, in partenza dalla città di Beziers, vengono trasportati fino a Bordeaux con delle chiatte che viaggiano attraverso i canali di Midi e di Garonne. Trattandosi di una attività incentrata sul rispetto dell'ambiente e sulla valorizzazione delle risorse naturali, le navi non tornano indietro senza carico: trasportano l'equivalente di vetro da riciclare per produrre altre bottiglie da vino, che verranno realizzate nelle fabbriche di Bordeaux e Beziers.

Una curiosità: pare che il trasporto tramite barche a vela, grazie alla temperatura e ai movimenti tipici dello scafo, contribuisca a migliorare le caratteristiche e l'invecchiamento dei vini. In passato sembra che casse di Bordeaux venissero stivate nei velieri proprio per godere di questo “trattamento” ed essere poi etichettati come “bordeaux retour”.

Foto | Flickr

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