Natale a Cremona tra marubini, mostarda e torrone

Natale a Cremona tra marubini, mostarda e torrone

Il Natale a Cremona lo si può vivere, gastronomicamente parlando, sotto il segno dell’alternanza: si va dalla morbidezza dei cotechini alla compattezza e tenacità del torrone, dalla dolcezza dei culatelli e dei marubini alla piccantezza delle mostarde e dei formaggi stagionati.

Vediamo un po’ più da vicino le mostarde, i marubini, e il torrone di Cremona.

Natale a Cremona tra marubini, mostarda e torrone

La mostarda di Cremona è una vera specialità. Il nome, come ben sapete, deriva dal francese moût ardent (cioè mosto ardente) e si riferiva a una preparazione a base di mosto e senape. Di fatto la mostarda è una conserva preparata con frutta ed essenza di senape. La si trova in molti negozi di generi alimentari, ma fate attenzione che ne esistono anche imitazioni molto discutibili di questa prelibatezza. Come mangiare la mostarda di Cremona? Se siete degli autentici gourmet, allora assaggia tele a cucchiaiate, pura e piccante. Nel caso risultasse troppo forte, potete addolcirla con un po’ di mascarpone. Classica è come accompagnamento per bolliti e formaggi. Da provare anche sul gelato alla crema.

A proposito dei marubini di Cremona scrive la Garzantina della Cucina:

Ravioli tipici del cremonese, variamente farciti e serviti in brodo. Il nome marubéen deriva probabilmente da marù, “marrone”: ripiegati a cappelletto, questi ravioli ricorderebbero infatti la forma di una grossa castagna. A conferire unicità al prodotto non sono soltanto le diverse farce, ma anche il fatto che i marubini devono essere bolliti in un brodo speciale, chiamato il “tre brodi”, preparato con tipi diversi di carne: vitello, manzo e pollo o, in alternativa, manzo, pollo e salamella cremonese […] Secondo la tradizione, le tre carni andrebbero cotte separatamente e i loro brodi mescolati solo alla fine.

E per la farcia? Può essere varia: manzo stufato, cervella lessate, vitello e manzo mescolati con grana e uova, carne stufata, salamella cremonese, pan biscotto, fegatini di pollo…

Infine i torroni che a metà novembre sono stati celebrati con una bella e interessante festa. La tradizione vuole che il torrone di Cremona nasca nel 1441, in occasione delle nozze tra Bianca Maria Visconti, figlia del duca di Milano, e il condottiero Francesco Sforza. Il nome deriva dal Torrazzo, la torre duecentesca che affianca la cattedrale (foto in apertura di post).

Secondo uno scritto dei primi del Novecento c’è un modo per valutare la qualità del torrone di Cremona, anche senza assaggiarlo: secondo questo testo, infatti, il vero torrone di Cremona deve frantumarsi come vetro a contatto di una superficie dura.

Il Natale è, senza dubbio, una delle feste in cui le tradizioni rivivono in maniera più forte: farle rivivere anche a tavola, con l’attenzione alla qualità degli ingredienti e alla valorizzazione del territorio, è un ottimo modo per festeggiare.

Foto | ho visto nina volareSifalcia

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