Un grande chef britannico ‘condanna’ la cucina inglese

Tutti ci siamo chiesti, andando per la prima volta in Inghilterra, quale fosse la vera cucina inglese, quella, per così dire, di tradizione. Già, perché al di là delle uova al bacon, prima colazione molto sostanziosa e assai poco salutare che non tutti hanno il coraggio di provare, poi, all’ora di pranzo e di cena, le vie di Londra e dintorni si accendono di ristoranti indiani, maghrebini, cinesi, oppure che propongono cucina mediterranea spaziando dalla moussaka alla paella fino alla pizza nostrana.

A me, così su due piedi, vengono in mente il pudding, fish and chips, hot dog, ma è possibile che non ci sia proprio altro? (vi invito a scrivermi suggerimenti). Intanto uno dei maggiori chef di Sua Maestà, Jamie Oliver, in un’intervista rilasciata a Paris Match quest’estate è stato piuttosto lapidario: “Negli slum sudafricani c'è una dieta più varia che nelle città inglesi”.

Il maestro accusa i suoi connazionali di aver perso le proprie tradizioni a tavola: “Non è stato sempre così: un tempo, in Gran Bretagna, si preparavano piatti favolosi”. “Il peggioramento è vero per quanto riguarda Londra e le grandi città del nord - ha spiegato Oliver - ed è un fenomeno connesso a un nuovo tipo di povertà. L'Inghilterra è una delle nazioni più ricche al mondo: le persone in questione hanno enormi televisori al plasma, cellulari ultimo tipo e macchine, e poi vanno a sbronzarsi al pub durante i weekend. La loro povertà si mostra nel modo in cui mangiano”. A voi i commenti.

Foto | Flickr

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