Flash di gusto dal Salone


Giorni pienissimi qui al Salone del Gusto. Il week-end, infatti, porta oltre agli operatori del settore anche una grande affluenza di gente tra curiosi e gastronomi. Gli eventi di degustazione e approfondimento quotidiano si susseguono ed è decisamente impossibile seguirli tutti. Da segnalare, senza dubbio, la disponibilità di quelle regioni, consorzi e produttori che hanno deciso di offrire la degustazione gratuita piuttosto che dietro pagamenti - anche lauti - per un numero limitato di persone.

D'altronde è assurdo dover pagare un primo 18 euro, rendendosi conto che a parità di quantità ed ingredienti, lo stesso piatto fuori dal Salone è degustabile a 12 euro. Insomma, a parte queste parentesi "scortesi" nei confronti dei clienti, grande vastità di sapori e di particolarità si possono trovare. Mi piacerebbe potervi raccontare delle maggiori particolarità degustate, dalla vaniglia del Madagascar al gelato di farina, passando per uno splendido formaggio caprino al cioccolato, ma mi riservo un mese di scritti qui su Gustoblog per narrarvi dei Presìdi e delle Comunità di Terra Madre.

Grande spazio è dato anche alla birra, passione italiana riscoperta a cui viene dato ampio spazio nel grande padiglione 1 e nella Piazza della Birra, allestimento riservato alle birre artigianali italiane. A proposti di birra, son tre giorni che frequento Laboratori del Gusto dedicati alla "bionda". Una bionda che non è sempre quella "beverina e frizzante" con cui troppo spesso viene identificata l'antichissima bevanda, ma piuttosto un gusto in evoluzione, capace di adattarsi alla creatività del mastro birraio. E così mi sono ritrovata coinvolta in una degustazione "estreme", con delle chicche - spiegate da Kuaska, al secolo Lorenzo Dabove - da non perdere: dalla birra ai fiori della Majella a quella alle pesche.

Questa sera avrò l'onore di essere al Laboratorio dedicato alla Westvleteren, considerata la miglior birra al mondo "l'unica senza etichetta e acquistabile solo in loco presso il monastero trappista di Saint Sixtus; la sua eccellenza è probabilmente frutto della stessa stretta regola di vita dei monaci che la producono". Avrò modo di assaggiarne tre versioni, blogne 8 e 12 con l'abbinamento al formaggio dell'Abbazia di Belval (Francia) affinato con il fond de cuve della stessa birra.

Sempre in onore della birra, a parte la conoscenza con Teo Musso, padre della birra italiana con il suo birrificio Baladin, ho da segnalarvi anche la presentazione ufficiale del libro “Birre artigianali italiane 2009” con tutte le birre dei microbirrifici italiani, edito dalla Slow Food in seguito all’enorme boom delle birre degli ultimi anni.

Last but not least in questa carrellata quotidiana dal Salone, il ritorno del vero Chinotto e della vera Gazzosa, due bevande che tornano sulle nostre tavole grazie all’opera di Lurisia, l’etichetta dell’acqua minerale piemontese (ottima, leggera e “nevosa”) che, grazie ad Alessandro Invernizzi, “osa” e produce, oltre alle due citate bevande in purezza (riportano anche, infatti, il marchio di presidio Slow Food in etichetta), un’acqua in bottiglia di design e ben 4 birre elaborate con Musso e prodotte esclusivamente con acqua Lurisia.

Vi lascio qualche foto e vi rimando ai prossimi giorni per approfondire con calma quanto citato in breve in queste corrispondenze dal Salone. Buon Gusto a tutti! Siate golosi e curiosi!

immagini dal Salone e da Terra Madre
degustazione di birre
la lunga strada del cioccolato
immagini dal Salone e da Terra Madre
le conferenze al Salone
immagini dal Salone e da Terra Madre
l'enoteca del progetto C@ntine
i fagioli di Sicilia
il formaggio de Le Baladin
i formaggi della famiglia Busti
educazione alimentare per i più piccoli
degustazione di birre con Kuaska
'ndjua calabrese
polenta piemontese
immagini dal Salone e da Terra Madre
la sigaraia del Toscano
la soppressata del Lazio
il sushi del presidio Japan
Terra Madre
Terra Madre

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