Westvleteren, la miglior birra del mondo

Signori e signori, iniziamo la settimana con "La Birra". Tutto in maiuscolo perché, seppur i gusti ed i giudizi siano sempre e giustamente personali, quella di cui vorrei parlarvi oggi è - direi a giusta ragione - considerata la miglior birra del mondo. Sto parlando della birra Westvleteren, una trappista prodotta dal 1839 dai padri dell'abbazia di Saint Sixtus, nell'omonimo paese ad occidente occidentale delle Fiandre, in Belgio.

Ho avuto modo di degustare questa birra in un Laboratorio del Salone del Gusto con l’introduzione del massimo esperto di Trappiste, Jef Van den Steen, e vi assicuro che mi ha lasciata positivamente sorpresa, tanto da concordare con chi (il sito Ratebeer) la definisce la miglior birra del mondo nella sua versione 12.

Le Westvleteren sono le più scure, le più dolci e le più maltate delle birre trappista, con sentori di luppolo da far perdere la testa ai beerlover. La 12 in particolare, che ho degustato dopo una 8 ed una 6, è una birra da meditazione di color ambra scuro, doppio malto con rifermentazione in bottiglia, schiuma compatta e cremosa, un aroma meraviglioso di frutta e caramellato per una gradazione di 11,2%, riconoscibile nell’imbottigliamento (rigorosamente senza etichetta) dal “tappo giallo” che riporta il simbolo dell’abbazia.

La storia delle birre trappiste è tanto vecchia quanto la famosa regola di san Benedetto, "ora et labora". E' infatti seguendo quel motto che i monaci portano avanti la loro vita, alzandosi alle 4 del mattino e coricandosi alle 20, passando sette volte in chiesa per pregare (con i canti gregoriani) e dedicando il restante tempo al lavoro. Un lavoro che prevede anche la produzione di bevande ("quello che beve la gente povera del luogo" ed in Belgio è sempre stata la birra!) che oltre a servire al sostentamento dei monaci stessi (in effetti grazie alla presenza dei lieviti la birra è molto calorica ed aiuta nei momenti di digiuno), serve alla vendita per ricavare "lo stretto necessario per vivere".

Ma a differenza delle altre 6 birre trappiste esistenti (altre 5 in Beglio ed 1 in Olanda), la birra Westvleteren è l'unica che è difficilissima da trovare, perché acquistabile solo in loco in bottiglie anonime e distinte una dall'altra dal colore del tappo. Una volontà di anonimato voluta negli anni '40 dall'allora abate Delaye, per non mettere a rischio l'equilibrio della comunità.

Prodotta in poco poù di 4.000 ettoliti l'anno, viene venduta in giorni prestabiliti dai monaci in un quantitativo non superiore di 120 bottiglie a visitatori. Per chi non vuole portarsela a casa, invece, è possibile aspettare speranzosi al pub De Vrede, situato di fronte all'abbazia, unico luogo di vendita e mescita. La birra è prodotta in un impianto interno, con bottiglie e lieviti che giungono dall'abbazia di Westmalle (poiché presso S.Sixtus hanno smesso di produrre i lieviti non avendo mano d'opera: sono solo 28 i monaci residenti), con tre monaci che si occupano della produzione e tre operai che ogni tanto aiutano lo smistamento. Tutto fatto rigorosamente in un “sacro silenzio” che rende queste birre un vero inno di lode.

le trappiste migliori al mondo

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