La cucina turca: il kebap, signore della tavola

4 Dicembre 2008
di roby

Il modo in cui l’ho scritto nel titolo non è un errore: in Turchia kebap si scrive proprio così, e non kebab, come siamo abituati a vederlo qui da noi in Occidente. Altra cosa: ovviamente a casa sua il kebap non è abbinato al genere ‘pizza al taglio’, ma costituisce la portata principale del pasto turco, il vero e proprio signore della tavola. La carne, non si scampa, è d’agnello nel 90% dei casi, ma se siete stufi del solito sapore, potrete provare kebap di pollo o addirittura di pesce.

Di kebap ne esistono diversi tipi, con nomi spesso derivanti dalle loro località di origine, che variano a seconda del tipo di preparazione e delle spezie o degli ingredienti con i quali vengono serviti. Il tipo più familiare agli stranieri è certamente il döner, tipico cibo da asporto per un pranzo veloce, da mangiare con il pane del tipo pita. Seduti a tavola, invece, potrete deliziarvi con lo siş, che si presenta più o meno come uno spiedino (vedi foto); più lontano dal nostro gusto, invece, è l’iskander, accompagnato da crema di yogurt e una salsa densa ottenuta da sugo di pomodoro lavorato con del burro fuso.

Tra le tipologie di kebap legate a una località, c’è il firin, caratteristico della zona intorno a Konya e servito all’interno di una focaccia bassa all’olio; l’Urfa kebap, preparato con abbondante cipolla e pepe nero e l’Adana, molto speziato e ricco di peperoncino rosso. Non poteva mancare la versione di kebap alle melanzane, altro ‘monumento’ nazionale della cucina turca: in questo piatto la carne viene servita come ripieno di melanzane arrostite intere. Comunque, se volete ricordare il gusto del vero kebap in Italia, vi consiglio di acquistarlo da qualcuno che lo prepara secondo la tradizione, facendo attenzione che sia di vero agnello.

Foto | Flickr

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