Cena futurista a Milano

Ormai si legge da tutte le parti: domani è il centesimo anniversario della pubblicazione del Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti e celebrazioni, mostre ed eventi si stanno preparando in tutta Italia. Pochi però sanno, forse, che nel 1930 lo stesso Marinetti pubblicò un Manifesto della cucina futurista in cui venivano codificati i punti principali di quella che doveva essere l'alimentazione futurista: una strenua condanna della pasta che fiacca gli animi, l'esaltazione della libertà assoluta, dimostrata ad esempio mangiando senza coltello e forchetta, e la concezione del pasto come esperienza in grado di soddisfare tutti e cinque i sensi.

L'esistenza della cucina futurista, però, non è passata inosservata a chi si è dato da fare per organizzare il Centenario: cene futuriste fioccano su e giù per la penisola e la prima è stasera a Milano, preparata dallo chef Igles Corelli, esponente della cucina futurista del Duemila, nell'ambito di una manifestazione organizzata da Vittoria Marinetti, figlia del padre del Movimento.

Diamo un'occhiata al menu: innanzitutto l'antipasto, chiamato Bombardamento a sorpresa (polpette liberamente tratte dalle aeropolpette di marinettiana memoria), quindi Sfere di pecorino ripiene di liquidi e Wafer con tonno, funghi e ananas. Come primo La noia che fugge, una rivisitazione del risotto futurista realizzata con zafferano e liquirizia; quindi A caccia nel Paradiso, anatra selvatica con foglie d'oro commestibile, accompagnata da purea di spinaci e salsa al cacao (l'originale prevedeva l'impiego della carne di lepre). Per finire Chiaro di luna: frullato di datteri con spuma di ricotta e vaporizzazione di rose e Nero acero, caffè corretto, appunto, con succo d'acero.

Foto | Flickr

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