Birre campane, le bionde che parlano del territorio

Passione, professione ed espressione del territorio. Non sto parlando di una ricetta o di un convegno di chef, in verità queste tre parole esprimono al meglio l'attività (appassionata e professionale, appunto) dei birrai della regione Campania, produttori di birre di qualità, originali e spesso espressione forte del loro territorio di origine. Associati da ottobre sotto la nuova A.Bi. Campania (Associazione Birrai Campania), i più attivi maestri del malto e del luppolo della regione si sono messi insieme per far sentire la loro voce e promuovere la birra, nuova passione italiana.

Dell'associazione fanno parte i birrifici Aeffe, Maneba, Birrificio dell’Aspide, Birrificio Irpino, Birrificio Sorrento, Karma e Maltovivo, nomi che sicuramente avrete sentito nominare in eventi e manifestazioni, o letto sulle carte delle birre di tutta Italia. Nel corso dei miei viaggi e delle mie esperienze nel mondo birraio ho avuto modo di provare diverse volte le produzioni di questi ragazzi e ne sono sempre rimasta entusiasta, soprattutto quando nella bottiglia viene riportato un territorio attraverso ingredienti e materie prime. Ed infatti, se per il malto, l'associazione si impegna ad usare quello campano, maltato dall'Agroalimentare sud di Melfi, in molte etichette troviamo una caratterizzazione ancora più locale.

Birrificio Sorrento, di Giuseppe Schisano e Francesco Galano, nelle sue due birre, Syrentum e Minerva, dà ampio spazio agli agrumi della sua città, utilizzando rispettivamente le bucce fresche di limone di Sorrento IGP e le bucce fresche delle arance di Sorrento. Due birre molto interessanti. La Syrentum, chiara di 5,5%, è una birra dalle intriganti note olfattive, caratterizzate da un bouquet fresco e fruttato, agrumato, con una nota finale di miele. Accompagnate da un bel corpo, piacevole, le note fruttate tornano anche nel sorso, molto fresco e gradevole, pulito nel finale e nel retrogusto grazie anche alla sapiente scelta del luppolo.

Degli ingredienti speciali, come lo zucchero di canna grezzo equo e solidale o il miele bio, ci ha fatto la filosofia del proprio birrificio Mario Cipriano birraio del Birrificio Karma, che propone una vasta linea di birre, di cui alcune stagionali. E proprio seguendo le stagioni che, in inverno, viene proposta l'etichetta Centesimale, birra scura dalla grande personalità che ha come caratteristica la presenza di tanto territorio al suo interno. Per la produzione, infatti, viene utilizzato il mosto cotto di pallagrello e la mela annurca. Con i suoi 7,5 gradi, la Centesimale si impone come una birra dal grande carattere sia al naso che alla bocca. Nel bicchiere troviamo una bella varietà del bouquet, in cui si riconoscono alcuni tipici sentori della mela annurca, un bouquet di frutti maturi, il sottobosco ed una nota marmellatosa. Ritorna più intenso in bocca il ricordo del mosto di Pallagrello, che accompagna il sorso con una sensazione dolce ma non stucchevole. Nel finale arriva il luppolo, con note agrumate e pulizia amaricante. Corpo notevole, beva decisamente gradevole.

Last but not least, non posso non citare Nello Marciano ed il suo Birrificio Maneba, che alle pendici del vulcano napoletano propone delle birre che nel nome celebrano la sua terra. Vesuvia e Oro di Napoli sono già una dichiarazione di intenti, e nel degustarle si capisce la dedizione che il birraio dedica alla loro produzione. La Oro di Napoli, naturalmente dorata, con i suoi 5 gradi ed un fresco bouquet agrumato conquista il palato e diventa "irresistibile" come l'oro, mentre la Vesuvia, ambrata come la lava del vulcano, con i suoi 7,5 gradi è un'eruzione di sensazioni. Quest'ultima al naso mi sorprende per la mancanza di note estremamente dolci, dando invece ampio spazio alla speziatura (il coriandolo è usato in produzione) e alle note tostate, di frutta secca, con nel finale un ricordo di miele. Nel sorso, oltre ad un corpo importante, ritornano le sensazione del naso, anche se si invertono, dando più spazio alla nota di miele, seguita dalla tostatura e solo nel retrogusto le spezie. Molto pulita nel finale, lascia la bocca pronta ad un ulteriore sorso.

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