L’albo regolamenterà la figura del sommelier

31 Luglio 2009

In questi giorni si sta valutando un disegno di Legge per la creazione di un albo professionale per la figura del sommelier. Questo servirebbe ad assicurare reali competenze, alle quali dovrebbero corrispondere adeguati stipendi, non auto certificate alla fine di un corso che comunque è a pagamento. Per quanto molte associazioni siano serie e cerchino di preparare al meglio i sommeliers, più volte mi è capitato di trovarmi davanti qualcuno che non sapeva cosa stesse servendo, questo dovuto anche al fatto che, troppo spesso, queste associazioni tendono a mandare in giro persone poco preparate, ma gradevoli nell’aspetto. Mi chiedo quanto sia rilevante che un assaggiatore del vino non abbia i rasta o la barba lunga anche se curata. Con questo non intendo dire che bisogna pretendere la conoscenza di tutti i vini del mondo, sarebbe praticamente impossibile anche per tutti quelli italiani.

Da una parte ristoranti ed enoteche chiedono il sommelier ma non lo pagano come manodopera specializzata. Di contro c’è un offerta di sommelier che si atteggiano ed a conti fatti servono a poco. L’ idea è quella di un percorso universitario o percorsi all’interno degli istituti alberghieri. Chi è sommelier da tempo dovrebbe poter avere la possibilità di fare un esame che attesti di possedere le conoscenze adeguate. Ricordandoci che una parte delle conoscenze si formano negli anni tramite ripetuti assaggi che creano una memoria anche di annate dello stesso vino, e nessun corso può sostituire questo percorso. Dovrebbe essere possibile decidere, qualora si voglia, una volta superato l’esame, se essere iscritto automaticamente alla sommelierie internationale o alle altre associazioni che operano a livello modiale e che hanno le stesse finalità non lucrative.

Questo metterebbe fine all’egemonia di questa figura inflazionata, che del vino è l’ultimo anello, quello facoltativo. Infatti le figure essenziali, a mio avviso, sono l’enologo (ed anche qui potremmo aprire una diatriba), il proprietario, il ristoratore o il venditore ed essenziale il cliente. Un corretto servizio del vino, l’abbinamento, la divulgazione e tutto ciò che concerne il ruolo del wine taster sono compiti importanti, ma senza prenderci in giro, non fondamentali. Il sommelier dovrebbe essere una figura discreta, adeguatamente elegante alla circostanza, inutile metterne uno con la puzza sotto al naso in manifestazioni o supermercati, con una personalità ben distinta che possa emergere anche dal suo modo di essere, proprio perché accessoria credo sia giusta anche la caratterizzazione, preparata, pulita e chi più né ha più né metta.

Foto | Massj

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