I dolci tipici di San Valentino delle regioni italiane

Nei giorni scorsi, alle prese con la ricerca di un’idea originale per il dolce da preparare a mio marito per la festa degli innamorati (la prima da sposati) mi sono fatta questa domanda: che dolci tipici si mangiano il giorno di San Valentino nelle varia regioni italiane?

Non è semplice rispondere a questa domanda, neppure con l’aiuto della rete, quindi spero che mi aiuterete voi, mentre io vi illustro il risultato delle mie ricerche. Originari dell’Umbria, ma poi diffusi in tutto il Paese, i cioccolatini alla nocciola resi famosi da una casa cioccolatiera in particolare e ora anche da un paio di film, si preparano, ma soprattutto si regalano al proprio Valentino secondo la tradizione; proprio dall’Umbria, infatti, viene il Santo protettore degli innamorati, che è patrono della città di Terni, dove si mangiano le pastarelle sabine, dolcetti aromatizzati al limone e serviti nei pirottini di carta oleata.

In Piemonte, ovviamente, troviamo i baci di dama, per gli amanti più raffinati e gli appassionati della locale crema di gianduia, mentre in Veneto e precisamente a Bussolengo, in provincia di Verona, dove il patrono è, appunto, San Valentino, tipici di questo periodo sono i kiwi, quindi vi si potrebbe gustare una bella crostata. Verona, poi, è la città dell’amore per eccellenza, basti pensare al balcone di Giulietta e Romeo, e allora il nadalin, specie di pandoro ma più soffice e profumato grazie al miele nell’impasto, potrebbe essere per una volta preparato a forma di cuore anziché a forma di stella come a Natale.

San Valentino, infine, è patrono anche di Sadali, in Sardegna, dove è venerato quale protettore dei matrimoni: qui si mangiano gli anicini, biscottini aromatizzati all’anice; ad Abriola, invece, provincia di Potenza, ci sono i bocconotti alla crema di amarena, che è rossa come l’amore, quindi si potrebbero preparare anche questi forma di cuore.

Foto | Flickr

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