Come fare gli spaghetti aglio, olio e peperoncino di “Il conte Tacchia”

Roma, primi del Novecento. Il falegname Checco (Enrico Montesano), soprannominato “conte Tacchia” per le sue bramosie di nobiltà, ama la popolana Fernanda, ma fa il filo anche alla duchessina Elisa. Quando il principe Terenzi morirà, da lui erediterà proprietà e titoli, accorgendosi ben presto, come il principe gli aveva peraltro rivelato nel suo testamento, che essere nobili non é poi così speciale e che in fondo, anche i nonni dei nonni dei nonni dei nobili non erano nessuno. Il neoprincipe lo toccherà con mano e sperimenterà l’importanza dei sentimenti una volta partito per la guerra in Libia, dalla quale tornerà sano e salvo solo grazie alla generosità che aveva dimostrato a qualcuno in passato. Esilarante e al tempo stesso triste ed emblematica la scena in cui il film arriva alla svolta: quella in cui sia il padre di Checco sia il principe Terenzi (due stupendi Paolo Panelli e Vittorio Gassman) saranno trovati morti abbracciati, a tavola, a causa di un’indigestione dopo l’ennesimo piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino. Ma non vi preoccupate: voi, al massimo, morirete di gusto!

Cosa vi occorre: 320 g di spaghetti, 2 spicchi d’aglio, 60 g d’olio, ½ peperoncino, prezzemolo e sale q.b.

Come si preparano: in un tegame a fuoco dolce scaldate l’olio, quindi soffriggetevi l’aglio sbucciato e tagliato a fettine sottili e il peperoncino sminuzzato. Quando l’aglio si sarà ben dorato, aggiustate di sale e spegnete il fuoco, quindi ritirate e unite un ciuffo di prezzemolo tritato. Lessate gli spaghetti al dente e conditeli con questo sughetto, servendoli ben caldi.

Foto | Flickr

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