Lo sciopero dei buoni pasto - la parola alle aziende





Uno scoop: Gustoblog.it ha voluto vederci chiaro, dato che sembrava ci fosse un po' di partigianeria nella storia dello "sciopero dei buoni pasto".

Ho scovato un responsabile commerciale di una delle più grandi aziende emettitrici di buoni pasto, e gli ho fatto qualche domanda. Adesso, almeno, sento d'aver ascoltato tutte le campane, anche quelle che sui giornali non ci finiscono.

La condivido con voi:

D. Allora, S., cosa sta succedendo con questa storia dello sciopero dei buoni-pasto ?

Il tutto è nato dopo l’ultima gara CONSIP per le forniture di beni e servizi ( tra cui anche i Buoni Pasto ) per la pubblica amministrazione.

La gara prevedeva come unico requisito per l’aggiudicazione il massimo ribasso pertanto per aggiudicarsi uno o più lotti alcune aziende emettitrici di buoni pasto sono arrivate a fare sconti del 16,21%.

Questo fenomeno delle gare al massimo ribasso si allargato anche ad altri grandi appalti e al settore bancario (per esempio le aste on-line), pertanto le aziende emettitrici per aggiudicarsi quote importanti di mercato hanno fatto sconti sempre più alti andando sempre più spesso in perdita.

L’unico modo per queste società di recuperare gli utili persi era quello di aumentare le commissioni ai ristoratori e così è stato fatto...

In più alcune società speculano anche sul rimborso delle fatture spostando il pagamento anche a 120 giorni...

D. I ristoratori sembrerebbero quindi aver ragione. Ma possibile che siate tutti così cattivi ?

I ristoratori hanno sì ragione soprattutto perché le commissioni quasi sempre sono state imposte e non concordate, sbagliano però a condannare un intero settore che è fatto anche di aziende serie che pagano regolarmente alle scadenze e che applicano commissioni di mercato.

Sarebbe forse meglio una volta tanto fare nomi e cognomi in maniera che a pagare siano solo quelle aziende che hanno adottato politiche commerciali "al massacro" solo per poter aumentare il fatturato.

D. Come prevedete possa evolvere la situazione ?

Purtroppo tra qualche tempo sarà passato tutto nel dimenticatoio come fu già 2 anni fa.

Dico purtroppo perchè sarebbe meglio che qualcuno regolamentasse un settore che ad oggi non ha regole e questo va a daneggiare non solo i dipendenti che utilizzano i Buoni pasto ma anche quelle aziende del settore che operano da anni con serietà e attenzione sia nei confronti dei propri clienti che per i ristoratoratori che non sono una categoria da spremere come qualcuno forse ha pensato !!!

Ribadisco fare nomi e cognomi aiuterebbe a risolvere la situazione in quanto oggi sono proprio le aziende più serie che perdono competitività in quanto avendo commissioni più basse hanno meno margini e vengono superate nelle offerte economiche proprio da chi ha aumentato le commissioni.

La colpa quindi è anche di chi vuole pagare i buoni pasto sempre meno disinteressandosi della qualità del servizio e quindi anche dei propri dipendenti.

D. Ci fai una panoramica generale di questo mercato, che, forse, per molti di noi "utilizzatori passivi" non è affatto chiara ?

Il mercato dei buoni pasto è un mercato relativamente giovane ( circa 25-30 anni), le prime 3 aziende del mercato sono Ticket Restaurant (40% del fatturato), SODEXO PASS (11%) e DAY (10%).

In tutto le aziende del settore sono circa 25.

Il vantaggio dei buoni pasto è indiscusso sia per l’azianda che il dipendente in quanto sono esenti da oneri fiscali e previdenziali fino a 5,29 euro giornalieri e il datore di lavoro ne deduce il costo al 100% in più il servizio è deducibile anche ai fini IRAP (per lo meno fino a quando ci sarà !).

Per quanto riguarda i ristoratori il vantaggio è altrettanto indiscusso in quanto convenzionandosi per il ritiro dei buoni pasto entrano in un circuito che annualmente vale 2500 milioni di euro all’ anno.

Considerando che i ristoratori convenzionati sono circa 100.000 fate voi il conto di quanto è importante per un ristoratore essere convenzionato...

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