Dolci delle feste: le carteddate natalizie

Sotto Natale in Puglia ci sono dei dolci di cui non si riesce a fare a meno. Ad esempio le cartellate, o i mostaccioli, o le pettole. Se volete cimentarvi con queste ricette, sicuramente quello che vi consiglio è di partire con le prime: le cartellate (carteddàte o scartagliot, in dialetto locale) sono una delizia senza la quale in Natale non è Natale. Il nome deriva dalla loro sfoglia sottilissima che ricordava la “carta oleata”.

Ingredienti (per una quantità di cartellate sufficiente per farvi sentire felici): 1 kg di farina, 100 ml di vino bianco secco pugliese, 400 gr di olio extravergine di oliva pugliese, olio per friggere q.b., mosto cotto di fichi o di mele cotogne oppure miele, cannella e zucchero a velo.

Preparazione: mettete la farina sul tavolo da lavoro e disponetela formando il classico vulcano. Versate al centro il vino intiepidito e l’olio, e lavorate l’impasto fino a farlo diventare morbido e liscio. Quando è pronto, dividete la pasta in piccole pagnottine e riponetele in un luogo asciutto. A questo punto potete anche prendervi una pausa per ripulire il piano da lavoro ed iniziare a deporre quanto sporcato nella lavastoviglie. Dopo qualche ora riprendete le pagnottine e stendetele con il matterello fino a creare una sfoglia sottile. Quindi tagliate delle strisce con una rotella, avendo cura che non siano più larghe di 3/4 cm. Ora è il momento di verificare quanto siete creativi. Prendete le strisce e piegatele in due, quindi avvolgetele come creando il guscio di una chiocciola, ovvero arrotolatele su se stesse a spirale. Ogni striscia deve diventare “una rosa” con spazi pieni e spazi vuoti.

Quando avete finito di creare le vostre cartellate, fatele asciugare e riposare per altre 4 ore in un luogo asciutto. Passato questo tempo riprendete le cartellate, che saranno più dure di prima, e friggetele in abbondante olio bollente facendole solo dorare un poco. Se siete a dieta, potete anche metterle in forno. Quando sono pronte immergetele con passione nel vincotto di fichi o di mele cotogne, oppure bagnatele nel miele.

Attenzione! Se usate il cioccolato siete dei traditori della tradizione! Tocco finale, una spolverata di cannella unita allo zucchero a velo. E c’ t’ mange! (trad: e che ti mangi!). Una volta preparate potete conservare le cartellate anche per settimane, però non dimenticatele sul tavolo in cucina! Devono essere conservate lontane dalla luce e in ambienti non eccessivamente umidi. Se volete sorseggiare su un vino a fine pasto, l’abbinamento perfetto è con un Moscato di Trani o un Aleatico dolce.

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