Cosa mangiare a Pasquetta per il classico picnic

mangiare pasquetta

La tradizione vuole che il giorno dopo Pasqua si faccia una scampagnata e si mangi all’aperto. La gita di Pasquetta – o lunedì dell’Angelo – nasce come prolungamento della festa della Pasqua, soprattutto dopo il lungo digiuno quaresimale che una volta si faceva. L’idea di stare all’aperto a mangiare insieme è anche un pregustare la bella stagione che sempre più si avvicina.

Ho sempre sostenuto che “mangiare a Pasquetta” sia un po’ un sinonimo di “riciclare in cucina”. I motivi sono vari: anzitutto sprecare il cibo è sempre un male e lo è a maggior ragione in periodi come quelli in cui stiamo vivendo; inoltre per il giorno di Pasqua spesso si prepara molto più del necessario e quindi è facile utilizzare il di più per il picnic del giorno seguente; infine se dev’essere un giorno di svago e di riposo non ha molto senso rimettersi ai fornelli per preparare qualcosa da mangiare. Lo spirito del mangiare all’aperto è anche quello di fare un’esperienza di contatto con la natura: i pranzi luculliani mal si conciliano con questa esigenza.

Alcuni consigli

Nell’organizzare il pranzo di Pasquetta utilizzate almeno due sacche termiche: in una vanno i cibi da tenere al fresco come le varie bibite, la frutta e le insalate; nell’altra i cibi caldi o a temperatura ambiente. Tenete presente che tali sacche devono solo mantenere la temperatura dei cibi e, pertanto, è importante inserire gli stessi alla temperatura desiderata. Un accorgimento per mantenere i piatti più caldi è quello di avvolgergli sia con la carta argentata che con vari strati di carta di giornale.

Quando sistemate il cibo nelle sacche, ricordatevi di metterli in modo che in fondo vadano quelli che si mangiano per ultimi e sopra quelli che si mangiano per primi, così quando aprirete le sacche avrete già tutto pronto. Potrebbe essere necessario separare i vari piatti con del cartone, per evitare che qualche pietanza si possa frantumare.

Una nota particolare va per l’insalata: è preferibile condirla sul posto: quindi mettete tutto il condimento in un barattolino di vetro, chiudetelo, e mettetelo nello stesso contenitore dell’insalata, così non lo dimenticate.

Un’utile check list

Per evitare di dimenticare qualcosa, può essere utile stilare una check list per controllare che ci sia tutto. Una lista (in ordine alfabetico) può essere la seguente:


  • acqua

  • aceto

  • apribottiglie e apriscatole

  • bibite

  • bicchieri (se usate quelli usa e getta, sceglieteli rigidi)

  • caffè

  • carta igienica (e sì, serve anche quella!)

  • coltello affilato

  • dolciumi

  • frutta

  • kit di pronto soccorso (con numero di telefono della guardia medica e dell'ospedale più vicino)

  • insalatiera (o, comunque, un paio di recipienti capienti)

  • olio

  • pane

  • pepe

  • piatti (anche qui, se optate per gli usa e getta che siano rigidi)

  • piccolo tagliere

  • posate (personalmente preferisco quelle in metallo, però potete optare per quelle usa e getta)

  • repellente contro gli insetti

  • sacchetti di plastica per riportare a casa la "pattumiera" lasciando più pulito di prima il posto prescelto.

  • sale
  • salviettine umidificate

  • tazzine per il caffè (vedi sopra per il discorso del materiale usa e getta)

  • tovaglia

  • tovaglioli

  • vino

  • zucchero

Se poi pensate di cuocere qualcosa in loco, vi servirà tutto l’occorrente, oltre a molta attenzione per non provocare incendi e la sensibilità ecologica giusta per non sporcare la natura!

Foto | Flickr di KFoodaddict

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