La ricetta dello stufato di cinghiale secondo la tradizione

La carne di cinghiale è una carne ricca di proteine, abbastanza magra, saporita che ben si presta a preparazione di piatti che richiedono lunghe cotture, che la rendono più morbida, come arrosti, spezzatini o ragù.

E’ preferibile sottoporre questa carne a lunga marinatura per eliminarne il forte sapore “selvatico” tipico di questo animale.

Perfetta se preparata in umido, o alla cacciatora o al vino rosso.Si tratta di una pietanza molto sostanziosa che si accompagna perfettamente alla polenta, al purè o patate al forno.

La ricetta dello stufato di cinghiale secondo la tradizione, tipico piatto invernale, richiede i seguenti ingredienti: 1 kg di cinghiale, preferibilmente la coscia, 3 bicchieri di vino rosso, 1/2 litro di aceto di vino rosso, 100 gr di cipolla, 100 gr di pancetta, qualche foglia di salvia, qualche rametto di rosmarino, 1 costa di sedano, 2 bacche di ginepro, olio extra vergine di oliva, mezzo bicchiere di brodo vegetale per allungare la cottura, 3 cucchiai di salsa di pomodoro.

Per la preparazione: lavate bene il cinghiale tagliato a pezzi e mettetelo a macerare per una notte in una ciotola con 1 bicchiere di acqua fredda, 2 di vino rosso e 1 e mezzo di aceto, più un mazzo di aromi quali salvia, rosmarino e sedano.  Questo procedimento renderà la carne più morbida.

Il giorno dopo fate appassire in una casseruola, con un po' di olio, la cipolla, la pancetta a dadini e gli aromi. Fate rosolare il tutto e poi aggiungetevi i pezzi di cinghiale sgocciolati, fate rosolare ancora qualche minuto quindi aggiungete un altro bicchiere di vino; appena quest’ultimo sarà evaporato a fuoco forte unite la salsa di pomodoro, salate, pepate e  allungate con un bicchiere di brodo vegetale.

Fate cuocere per almeno 2 ore a fuoco dolce, aggiungendo, qualora si asciugasse troppo durante la cottura, altro brodo.

Foto | Getty Image

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