Una ricetta da Fornelli Indecisi, il concorso di cucina dozzinale sul web

Da tre anni ogni primavera c'è un appuntamento in Puglia a cui gli appassionati di cucina non possono mancare: il concorso di Fornelli Indecisi. Si tratta di un "concorso di cucina dozzinale", nato per gioco (e per caso) sul web e diventato ormai un must al punto che durante il 2012 è uscito il libro 50 Sfumature di Fritto che ha conquistato le classifiche editoriali ed è stato presentato in giro per l'Italia. A pochi giorni dalla chiusura dell'invio delle ricette per l'edizione 2013 (che vedrà la finale in provincia di Lecce il 5 maggio), abbiamo posto qualche domanda al creatore dell'evento, Pierpaolo Lala, e cercato di rubargli una ricetta...

Terzo appuntamento per il concorso più dozzinale ma più seguito del web. Finito l'invio delle ricette, quali sono le tue previsioni per questa edizione?
Come ogni anno sono sorpreso. Anche in questa edizione una ottantina di persone si sono prese la briga di pensare, scrivere, preparare e fotografare una ricetta e di partecipare ad un concorso dove non si vince nulla, tranne cesti di prodotti. E soprattutto sono felice perché partecipano persone da tutta Italia. La cosa mi emoziona e mi fa ben sperare per il futuro!

Il concorso nasce su fb e diviene un caso nazionale. Qual è secondo te il suo segreto?
Non credo sia un caso nazionale però qualcuno inizia a parlarne anche oltre le Murge e sono contento. Credo che il segreto (se così possiamo chiamarlo) sia l'approccio ironico ad una materia, la cucina, che spesso viene presa troppo sul serio. Fornelli Indecisi è nato con l'intento di divertirsi, raccontare storie e rubare ricette!

Dal concorso nel 2012 è uscito un libro. Pensi di continuare con questa avventura editoriale collegata a Fornelli Indecisi?
Non lo so e non lo voglio sapere. Mi conosco. Se una cosa diventa troppo seria o impegnativa io mi scoccio e passo avanti. Per ora so che da questa esperienza è nato un libro di ricette e "culacchi". "50 sfumature di fritto" (Lupo Editore) è partito con una battuta su Facebook e poi si è trasformato in carta (non assorbente). Ma soprattutto questo libro mi ha dato l'opportunità di girare la Puglia (e non solo) con una trentina di presentazioni e in situazioni veramente diverse. In un periodo così complicato è davvero un piacere far ridere le persone parlando di cibo.

Parlaci di cosa avverrà il 5 maggio.
Qualcuno lo definisce un matrimonio balcanico. Si parte alle 13 circa e si va avanti per circa quattro ore. La Masseria Ospitale (poco fuori Lecce, ndr) accoglie i finalisti del concorso ma soprattutto le persone che di anno in anno aumentano e vogliono far parte di questo rito collettivo dove generazioni di cuoche e cuochi non professionisti si confrontano ai fornelli preparando i piatti per la giuria. E io, come sempre, mangio, presento, cazzeggio. Quest'anno ci saranno sorprese. Ma non voglio svelare troppo!

Ma tu, sai cucinare?
So mangiare. Ed è già un bel punto di partenza! Ai fornelli me la cavo abbastanza bene sopratutto con i primi a base di pesce. Non mi sono ancora cimentato con i dolci. Ma in cucina c'è solo da impanare...

Una ricetta di Fornelli Indecisi per Gustoblog.it
Guarda difficile sceglierne una e soprattutto farei un torto alle altre. Vi invito tutti sul sito fornellindecisi.it dove a giorni saranno caricate quelle che hanno partecipato a questa terza edizione. Ne vedrete delle belle...

Ma noi la ricetta da Fornelli l'abbiamo avuta comunque, è buona per la vicina Pasqua (ma anche per il resto dell'anno) e ve la proponiamo:

Agnello con lampascioni e finocchio di Adriano Anglani

Ingredienti: 20 pezzi di capretto o agnello (ricavati dal carrè tagliato ogni due costolette), circa 1 kg; 150 cl. di olio; 30/40 lampascioni, puliti, lessati e tenuti a spurgare in acqua fredda un paio di giorni; 2 finocchi; 250 cl. di vino bianco secco; 4 cucchiaiate di pecorino grattugiato; pangrattato, sale, pepe q.b.; 5 foglie di alloro; 2 rametti di rosmarino; 2 spicchi di aglio in camicia; un pezzo di cotenna di prosciutto.

Preparazione: Far scaldare un tegame largo (meglio se di alluminio) velato di olio, con la cotenna di prosciutto, il rosmarino, l’alloro e l’aglio ed unire il capretto in un unico strato. Salare (poco) la carne solo dopo averla rigirata almeno una volta e, quando comincia ad attaccarsi al tegame, bagnarla con un bicchiere di vino bianco, alzare la fiamma e far consumare il vino facendo insaporire le costolette. Togliere i pezzi di carne e tenerli in caldo, filtrare il fondo di cottura con uno chinois, deglassare il tegame con il restante vino ed un po’ d’acqua; filtrare il liquido ottenuto unendolo al precedente, eliminare gran parte dell’olio conservando il sugo.

Disporre il capretto in un tegame da forno (normalmente utilizzo una pirofila di vetro) intervallandolo con i lampascioni precedentemente lessati ed i finocchi tagliati a spicchi sottili (12/16 per ciascun finocchio) e sbollentati in acqua salata. Condire con il fondo di cottura, sale e pepe, cospargere in superficie il formaggio ed il pangrattato. Infornare per circa mezz’ora a 180°. Disporre sui piatti caldi 5 costolette a testa, contornare con lampascioni e finocchio e decorare con una cimetta fiorita di rosmarino.

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