L'importanza degli ingredienti genuini. Intervista allo chef Arturo Spicocchi

Lo chef Arturo Spicocchi

Una ricetta per un buon piatto? L'importanza risiede nella genuinità degli ingredienti e nel radicamento territoriale del piatto. Così ci dice lo chef Arturo Spicocchi del ristorante La Stüa de Michil - una stella Michelin – in Alta Badia/Alto Adige. Sempre secondo Spicocchi (uno dei protagonisti della Chef's Cup Südtirol) chi cucina tutti i giorni in famiglia, poi, può prendere spunto dall'alta cucina, lasciandosi ispirare soprattutto dall'inventiva degli chef.

Quale potrebbe essere la caratteristica della cucina italiana rispetto alle altre cucine italiane?
Sicuramente, come tutte le cucine italiane, è una cucina molto buona, anche se un po' pesante. La caratteristica principale, comunque, è che è molto legata al territorio. In Val Badia, poi, c'è il gruppo di gourmet – i Dolo-Mitici – che cerca di sviluppare la gastronomia in Alto Adige.

Cosa può dire l'alta gastronomia alla semplice casalinga che cucina tutti i giorni?
L'alta gastronomia riesce a sviluppare i piatti tradizionali, rivisitandoli, alleggerendoli e questo può essere uno spunto per chi cucina tutti i giorni: uno sguardo in più alla leggerezza, la diversità nel costruire i piatti, tenendo sempre presenti i prodotti del territorio.

A proposito dell'interpretazione dei piatti: quando si può parlare di interpretazione e quando di tradimento?
Non essendo io tirolese, tradisco la cucina tirolese mettendo degli ingredienti che sono miei, che mi porto dietro dalla mia infanzia. Per la cucina tradizionale è sempre meglio lasciarla più naturale possibile, rimanendo sempre legati al territorio.

Dicci un piatto che i lettori di Gustoblog devono assolutamente assaggiare.
Un zuppa di pane bruciato con quenelle di ricotta con cipolla brasata e nocciole tostate.

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