L'aceto di ciliegie dell'acetaia Cà dal Lauv, la prova di Gustoblog

L'aceto di ciliegie dell'acetaia Cà dal Lauv, la prova di Gustoblog

L’aceto di ciliegie è stata una piacevole scoperta. Ho avuto la possibilità di assaggiarlo grazie alla disponibilità del produttore, Leo Bozzetto, e ne sono rimasto conquistato.

L’aceto di ciliegie della Cà dal Lauv affascina già per la storia: come racconta lo stesso Bozzetto – che fa il produttore di stufe e vuole continuare a farlo, segno che il suo aceto di ciliegie resterà sempre artigianale – il prodotto è nato per caso.

Come nasce l'aceto di ciliegie

Leo Bozzetto, infatti, aveva acquistato due quintali di ciliegie Vignola per farne del kirch, ma non trovò nessuno che fosse disposto a distillargli il vino di ciliegie che, con il passare del tempo, divenne aceto. L’idea era quella di gettare tutto, ma poi avvenne l’incontro con lo scienziato Walter Iten, ambientalista, che compie un piccolo miracolo.

Racconta Bozzetto:

Walter Iten mi ha procurato una madre d’aceto orientale, molto simile a quella che Marco Polo portò dalla Cina, dove era utilizzata già da secoli, e che poi fu dispersa nel corso degli anni. Si tratta di una vera e propria “madre”, ovvero una sorta di concentrazione batterica, che Iten ha ricavato dal suo “Biohumin”, composto di molecole organiche ed enzimi naturali dalle diverse proprietà, brevettato in tutto il mondo, servite come “madre della madre”. Quella utilizzata nel mio caso ha la peculiarità di esprimere l’80% della sua forza in un solo mese. Essa ha quindi portato l’acidità del mio aceto alle stelle, facendolo giungere a maturazione.

E il risultato è incantevole, tanto che al Vinitaly 2012 è stato premiato come miglior aceto.


La composizione dell'aceto di ciliegie

La gamma degli aceti di ciliegi della Cà dal Lauv è composta dal condimento per insalate (otto anni di invecchiamento), dal condimento (otto anni di invecchiamento; è questo il prodotto premiato al Vinitaly 2012) alla riserva (dieci anni di invecchiamento, confezione unica da 100 ml).


Giudizio finale

Io ho degustato il condimento invecchiato otto anni. L’ho provato sui formaggi (in special modo sulla mozzarella), con i risotti (in particolare con un risotto alla verza) e in genere su piatti a base di verdure. Devo dire con questi ultimi il condimento di ciliegie si sposa veramente bene, grazie anche alla buona acidità naturale e al sapore agrodolce. Qualche stilla l’ho versata sui cosiddetti meloni d’inverno (o meloni bianchi) ed è stato un vero tripudio per le mie papille gustative!

  • shares
  • Mail