Italia poco protezionista e orgogliosa

prodotti italiani di qualitàIn questi giorni mi trovo in Francia, e partecipando a dei corsi di gastronomia mi sono accorta di quanto poco ci valorizziamo. Ho dovuto far notare all'insegnante che i francesi sono secondi a noi per varietà di formaggi prodotti, e non primi come hanno erroneamente affermato, anche se loro hanno più dop riconosciute. Si vantano giustamente di produzioni differenti di burro della bretagna. E noi con le nostre varietà di olive?

Il mio è più che altro un appello a non cercare sempre gli escamotages che poi ci portano tristemente in prima pagina per i vari scandali. Se la Francia ha promulgato nel 1998 una legge per proteggere il boulanger, cioè è colui che materialmente fa il pane, dai negozi che si limitano ad infornare baguette surgelate, ci sarà un motivo no? E allora se dobbiamo copiargli qualcosa, che sia questa forma ti protezionismo positivo.

Vorrei andare in giro per l'Europa suscitando rispetto per la nostra produzione di qualità, vorrei non dover ammettere che uno dei migliori vini italiani, in alcuni casi, viene ritoccato col merlot, mi piacerebbe non dover rendere conto della mozzarella di bufala con la diossina, o parlare dei nostri formaggi dop prodotti con latte proveniente dai paesi dell' est ecc. Vorrei affermare con una certa sicurezza che l' olio di oliva proviene dagli ulivi secolari pugliesi, e non sentire invece che, non vengono raccolte, poichè costituisce un'attività poco remunerativa, e che per rimediare a ciò, vengono acquistate olive tunisine per la produzione nostrana.

Non si può dormire sugli allori, le notizie volano in fretta, la globalizzazione tende ad uniformare il gusto, allora facciamo in modo che sia quello italiano, non aspettiamo di ritrovarci a mangiare la pasta col ketchup, o a bere l'amarone cinesese, qui vince chi ha un prodotto forte che sa ben valorizzare e comunicare, e noi abbiamo la fortuna di avere anche una grande tradizione alle spalle.

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