"Birra chiara", un'iniziativa del Mo.Bi. per le etichette delle birre

Mo.Bi., movimento birraio italiano, è un'associazione nata per unire tutti gli appassionati di birra, i consumatori consapevoli, gli homebrewers italiani, che, oltre a far incontrare gente con questa passione, promuove corsi di degustazione, di homebrewing (produzione di birra in casa), serate a tema, concorsi e rassegne, ha lanciato, durante Sapore Rimini - Pianeta Birra un progetto di chiarezza di informazione per le etichette della birra.

"Birra chiara", così si chiama l'inizativa, "nasce dalla volontà di trovare il modo per rendere più chiare le informazioni basilari che il consumatore deve trovare su un'etichetta - ci spiega Carlo Canegallo presidente di Mo.Bi. - solo così si potrà compiere una scelta motivata e consapevole verso il prodotto. Un'etichetta chiara potenzia il rapporto tra produttore e consumatore, le etichette devono rispondere alle domande, non far sorgere interrogativi.".

Cosa troviamo adesso sulle etichette?
"Sull'etichetta attualmente la legge prevede la presenza di nome e ragione sociale del produttore, stabilimento e sede di produzione, nome commerciale del prodotto, tipologia merceologica, il volume contenuto, il titolo alcolometrico, data di scadenza e lotto di produzione, invito a non disperdere nell'ambiente".

Cosa vuole introdurre Mo.Bi.?
"La nostra iniziativa vuole affiancare a queste informazioni base altre indicazioni non obbligatorie, che aiutino il consumatore a saperne di più sulla birra che sta acquistando. Dividiamo le informazioni in obbligatorie, ovvero quelle previste per legge, fondamentali, che rappresentano elementi fondamentali per il consumatore, importanti ed accessorie. Ad esempio vorremmo trovare in etichetta l'origine, gli ingredienti, i valori nutrizionali, come degustare la birra, come abbinarla. Alcune informazioni le chiederemo in etichetta, altre potranno essere riportate sul sito internet, che deve essere sempre ben visibile sull'etichetta stessa".

Ritiene quindi che queste indicazioni aggiuntive potranno portare vantaggi sia ai consumatori che ai produttori?
"Certo. Le indicazine aggiuntive sono utili ai consumatori in tutte le fasi: dal momento dell'acquisto, per motivarlo, al momento del consumo, per apprezzare meglio la birra. Avremo una degustazione migliore, infatti, sapendo se la birra che beviamo è pastorizzata o non pastorizzata, filtrata o non filtrata. Lo scopo di questa iniziativa è l'incentivazione dei produttori a migliorare costantemente, per presentare correttamente le proprie birre, in modo vantaggioso non solo per i consumatori ma anche per la valorizzazione dei prodotti".

E voi, cosa ne pensate?

  • shares
  • Mail