Due passioni

Anzi, tre. In questo articolo si trovano, ben rappresentate, tre mie grandi passioni: la cucina, Camilleri e la Sicilia.

Leggete se questo non è amore:

Poi c'era il rito degli arancini. Gli arancini di Montalbano, certo. Mia nonna diceva che prepararli era lungariusu, ci voleva tanto tempo. Perché bisognava preparare la carne, tanto di maiale e tanto di vitello, spezzettandola col tagghiaturi, la mezzaluna. Ci voleva tempo. Si aggiungevano i piselli, un po' di caciocavallo ragusano e qualche pezzettino di salame, si impastava tutto in un pugno di riso e si passava l'arancino nell'uovo, nella farina e nel pangrattato, per l'impanatura. Ma non si friggevano subito. No, bisognava aspettare una notte, lasciarli riposare in pace. E il giorno dopo, a tavola, si vedeva com'erano venuti. Perché il problema dell'arancino era il dosaggio, che non era mai lo stesso, e dunque ogni volta mia nonna passava un esame. ''Comu vinniru stavota?'' domandava. ''Un tanticchia asciutti. L'autra vota erano megliu'' rispondeva mio nonno. Un giorno li fece in un modo davvero sublime, e io stavo per dirglielo. Mio zio Massimo mi diede un cavuciu sotto la tavola. ''Boniceddu'' mi sussurrò. Ma perché?, gli domandai. ''Perché lei deve sempre superare se stessa: se tu le dai soddisfazione, è finita''.

Da leggere, in un attimo di calma, lasciando volare la fantasia ai luoghi, ai profumi ed ai sapori che lo scrittore sa evocare così bene.

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