Ristoranti: C’era una volta a Torino

Sembra di cenare nel salotto di casa, anche se in compagnia di altre decine di persone, quando si va al ristorante C’era una volta di Torino, che fa le cose per bene e proprio come una volta, sia nelle atmosfere in sala che in cucina.

Sarà che per arrivarci si accede a un palazzo dopo aver citofonato e si sale al primo piano, proprio come se si stesse andando a trovare qualcuno e si viene proiettati in una specie di casa di campagna, in cotto, legno e pietra dai colori caldi e avvolgenti (non fosse per quegli orrendi quadri a stampa, macchie di verde che danno fastidio agli occhi), come pure le tovaglie che cadono mollemente fino a terra.

L’attesa dalla comanda alla cena si fa sentire: il servizio è quello che è, non all’altezza forse, di un locale molto piacevole che deve essere abituato alle folle, anche il martedì sera, non sia per l’estrema lentezza e per qualche commento di troppo. Il cibo, però, fa dimenticare tutto.

Finalmente riesco ad assaggiare la famigerata bagna cauda, un trionfo del palato. Oltre alle crudità di sedano, asparagi e carote (grande assente il peperone, ma da una parte meglio, essendo sera), hanno portato anche barbabietole, patate e asparagi cotti. La crema a base di acciughe e aglio era di una consistenza sublime.

Troppo abbondante e senza personalità, invece, la tofeja, zuppa tradizionale ai fagioli, mentre originali e ben strutturati i sapori sia dei ravioli con borragine, sia delle fettuccine alle nocciole. Il brasato ha un sughetto favoloso e patate che sono una crema, ma la carne è un po’ troppo molliccia e piena di nervetti per i miei gusti un po’ difficili.

Il bollito misto è sovrabbondante e viene servito cotto nel suo brodo: c’è gallina, cotechino, lingua, da accompagnare con la classica salsa verde e la bagnet ross. Siccome vogliamo concludere il nostro viaggio in bellezza, cioè facendo del male alla nostra linea ormai perduta, assaggiamo la mousse al gianduia con crema pasticcera. Alla fine, con acqua e mezza bottiglia di Barbera, in 3 il conto è di 110 euro.

Ristorante C’era una volta
Corso Vittorio Emanuele II, 41
10125 – Torino
Tel. 011/655498
www.ristoranteceraunavolta.it
Chiuso la domenica, tranne grandi eventi

Foto | Yubuk.it

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: