Festival del Giornalismo 2013, Zucconi e Farinetti spiegano perché “mangiare è un atto politico”

All’interno del Festival Internazionale del Giornalismo che si sta svolgendo a Perugia, la giornalista Giovanna Zucconi ha intervistato Oscar Farinetti, ideatore di Eataly, sul cibo come armonia del mondo e come atto politico.

Festival del Giornalismo 2013, Zucconi e Farinetti spiegano perché “mangiare è un atto politico”

Si è parlato di cibo come armonia del mondo nel corso del Festival Internazionale del Giornalismo che si sta tenendo in questi giorni a Perugia, in Umbria. Sul come e sul perché “mangiare è un atto politico” la giornalista Giovanna Zucconi ha intervistato e punzecchiato Oscar Farinetti, ideatore di Eataly. L’incontro si è svolto nella splendida Sala dei Notari e la bellezza della sala faceva pendant con l’affermazione dostoevskijana secondo cui la bellezza che salverà il mondo, che è stato anche il filo rosso dell’incontro.

Oscar Farinetti, con il suo accattivante modo di parlare, infatti, ha sottolineato come il cibo e la sua bontà possano essere uno dei modi che permetteranno all’Italia di salvarsi dalla distruzione perché il cibo italiano è ammirato in tutto il mondo, a dispetto del fatto che noi italiani rappresentiamo appena lo 0,83 per cento della popolazione mondiale. Questo aspetto del cibo, però, non si promuove da solo, e qui iniziano le dolenti note perché l’armonia è a volte troppo lontana dal nostro sentire italiano.

Da non dimenticare un aspetto fondamentale della cucina italiana e cioè la sua replicabilità: è semplice ripetere in casa un piatto gustato in un ristorante italiano, mentre è impossibile fare a casa un piatto della cucina francese. A tal proposito, Oscar Farinetti ha istituito una sorta di proporzione: la cucina italiana sta a quella giapponese, come quella francese sta a quella cinese. Le prime due, infatti, sono replicabili, le altre due no.

Oscar Farinetti: “La comunicazione della qualità è importante”

Secondo Oscar Farinetti sono tre i punti da tenere a mente perché la bontà degli ingredienti italiani abbia il giusto peso: c’è bisogno di porre l’accento prima di tutto sulla salute, poi sulla cultura, sulla storia e sulla tradizione e infine sulla informazione-formazione.

L’ideatore di Eataly ha fatto giustamente notare all’uditorio, che più volte lo ha applaudito, una mancanza di comunicazione mirata che spesso accompagna il mondo del cibo. Esempio emblematico possono essere i volantini pubblicitari dei grandi centri commerciali che periodicamente troviamo nelle nostre cassette postali. Se osserviamo bene, non possiamo non notare come alla voce telefoni cellulari si presenti il prodotto con dovizia di particolari e solo alle si fine si mostra il prezzo; se prendiamo il settore food dello stesso volantino troviamo, per esempio, l’immagine della mela e il prezzo. E questo a fronte del fatto che sono oltre duecento le varietà di mele. È fondamentale, pertanto, dire – e dire bene – la realtà del cibo.

Giovanna Zucconi: “I foodblog sono la nuova realtà della comunicazione del cibo”

In tutto questo, come si collocano i blog gastronomici come Gustoblog? Lo abbiamo chiesto a Giovanna Zucconi che ci ha detto che, secondo lei, i foodblog sono fondamentali sia perché, come blog, possono raccontare in maniera nuova la realtà del cibo, sia perché proprio per la loro stessa natura possono fare rete e questo permette alla comunicazione di circolare meglio.

Certo, Giovanna Zucconi nota che di blog gastronomici ce ne sono moltissimi e questo può creare un certo ingorgo, però è quasi fisiologico che i blog migliori e sinceri riescano ad assumere ruolo da catalizzatore all’interno della blogosfera.

Cibo, armonia del mondo, dunque, soprattutto se impariamo a trasmettere con competenza la ricchezza e l’originalità cui è vocato il nostro territorio.

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