Le birre: un grande mondo da scoprire /7


Abbiamo, quindi, imparato le cose fondamentali della birra. Adesso, sedendoci davanti ad un bicchiere di birra, sappiamo cosa contiene quello che ci stiamo per portare alla bocca... ma come facciamo a valutarlo? Prima di tutto, vi sconsiglio di pensare alla degustazione della birra come una cosa da sommelier dalle poetiche parole (e ve lo dice una degustatrice ufficiale AIS...), bensì come un piacere da ricordare. Fin'ora non esiste una vera ed ufficiale scheda di degustazione delle birre, ma molto utile e simpatica trovo quella di Unionbirrai, dove oltre i riconoscimenti organolettici, vi è una sezione dedicata al "momento della degustazione" dove poter segnare l'occasione di assaggio, la compagnia, le emozioni provate e lo stato d'animo.

In ogni caso per degustare una birra, bisogna assaporarla a piccoli sorsi e non tracannarla giù come fosse un bicchier d'acqua nel deserto. Esiste un bicchiere di degustazione studiato da Teo Musso (padre inventore di Baladin) e Lorenzo "Kuaska" Dabove (il più esperto degustatore attualmente in Europa), che prende il nome di Teku, e che può essere usato per tutti i tipi di birra, anche se ogni stile ha un bicchiere proprio, capace di esaltarne le caratteristiche.


    LA DEGUSTAZIONE

    Analisi visiva
    Il colore di una birra e della sua schiuma può già farci capire in che stile si inscrive. Quindi, quando siamo davanti ad una bottiglia di birra, prima di tutto valutiamo la schiuma: la presenza (assente, scarsa, presente, abbondante), la persistenza (quanto dura nel bicchiere) ed il suo colore (ci sono schiume avorio, altre cappuccino, fino alla classica bianca delle birre più chiare). Se vogliamo possiamo valutare anche la grana delle bolle (fine, media, grossolana). Poi passiamo a valutare la birra: il colore e la trasparenza (dove, quest'ultima non deve trarre in inganno: una birra velata non è difettata, ma è semplicemente non filtrata e non pastorizzata; quindi può trattarsi di una birra artigianale. Con le dovute eccezioni), la consistenza nel bicchiere.

    Analisi olfattiva
    Portando al naso il bicchiere possiamo valutarne l'intensità, la persistenza del bouquet di odori che sentiamo, e fare dei riconoscimenti. In alcune birre, grazie soprattutto al luppolo che viene usato in produzione, è spiccato il sentore agrumato, in altre quello di caramello, di liquirizia. Possiamo, se non vogliamo entrare nello specifico, limitarci a riconoscere le famiglie di odori percepibili: nello specifico nella birra possiamo sentire sentori di maltato, floreale, fruttato, animale, speziato, erbaceo, vinoso, affumicato e lievitoso. Naturalmente ampio spazio al proprio bagaglio di esperienze olfattive di ognuno di noi.

    Analisi gustativa
    Dopo il primo sorso, che ci serve ad abituare la bocca, ne facciamo un altro trattenendo leggermente la birra in bocca, facendole toccare bene lingua e palato. Se possibile (senza farvela andare di traverso!) inspirate leggermente mentre assaggiate il sorso, facendo in modo che l'aria aiuti a distribuire le sensazioni nella bocca.
    Prima di tutto valutiamo l'intensità e la persistenza della birra in bocca, quindi consideriamo che genere di corpo ha (acquoso, esile, di corpo, pieno) e le sensazioni gustative e boccali che ci dà: può essere dolciastra, salata, acida, amara, e darci sensazioni boccali positive come astringente, frizzante, molto alcolica (calore) e sensazioni negative come rugginoso, metallico, saponoso, chimico.

    Poi beviamo felici. Quando avremo finito il bicchiere, magari chiacchierando con qualche amico, valutiamo la birra nella sua interessa: la troviamo armonica ed equilibrata? Ovvero, le sensazioni olfattive e gustative danno lo stesso risultato? O qualcosa prevale sulle altre sensazioni? Valutando questi aspetti potremo dire se una birra è equilibrata ed armonica o meno.

    Finito qui? Ma no! Seguiamo la scheda di Unionbirrai e alla fine segnamo pure con chi e in che occasione l'abbiamo bevuta, quanta, se conosciamo chi la produce, qual era il nostro umore (che, con il senno di poi può farci rivalutare la degustazione fatta) e soprattutto se ringraziamo o malediciamo qualcuno per avercela fatta bere.

Restate con noi. Domani parliamo di come servire e conservare una birra.

Foto | Flickr

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