Le birre: un grande mondo da scoprire /8


La birra ormai non è più una sconosciuta per noi. Anche se non possiamo approfondire tutto, adesso abbiamo idea di quanto interessante è il suo mondo e quanto è variegato il panorama degli stili. Sappiamo anche come degustarla. Cosa ci resta? Naturalmente saperla servire, conservare e... abbinare.

Vediamo oggi come si serve una birra. Prima di tutto diffidiamo da chi ci dice che una birra va bene in qualsiasi bicchiere, anche di plastica. Ha senso questa affermazione sono nel caso in cui ci troviamo davanti ad un "tracannatore", di quelli che anche la bottiglia va bene. Ma se vogliamo - come è giusto e va fatto - dare l'importanza che merita alla birra, allora dobbiamo prima di tutto procurarci il bicchiere giusto a seconda della tipologia. Birre con grande corpo e bagaglio aromatico hanno bisogno bicchieri più capienti e di apertura ampia e generosa, come i baloon del vino, le coppe. Scegliamo coppe, tulipani svasati, tulipani grandi. Così la birra avrà modo di toccare l'aria e faciliteremo l'ascensione dei profumi. Per le birre meno complesse, procuriamoci bicchiere più piccoli, colonne, flute, boccali cilindrici, che ci aiuteranno a "tenere a bada" e ad indirizzare meglio in una sola direzione le sensazioni olfattive senza perderle subito.

Potrei qui elencare tutti i bicchieri che si abbinano ad uno stile, ma ci dilungheremmo a tal punto da dover dedicare almeno tre puntate di questa guida solo a questo argomento. Così, giusto per darvi un'indicazione di massima, vi faccio qualche esempio:


    una Trappista va servita in un bicchiere Baloon
    una Kölsch va servita in un bicchiere Kölschglas, cilindrico e di dimensioni ridotte
    una Ale va servita in un boccale dal vetro molto spesso per conservare la temperatura di servizio
    una Stout va servita nel classico bicchiere della pinta a forma di cono rovesciato
    una Pils va servita in una colonna biconica, un bicchiere dalla forma allargata e dalla bocca chiusa.

Ma come si versa una birra? La spillatura (questo il termine specifico) deve avere un preciso obiettivo: creare il cappello di schiuma! Una birra senza schiuma, infatti, tranne se non si tratta di qualche caso speciale, è una birra troppo esposta all'aria, che si ossiderà subito. La schiuma protegge la birra, ne porta al naso i sentori, libera la birra dalla frizzantezza in eccesso, e soprattutto fa parte della birra! La spillatura avviene attraverso i "colpi", i diversi travasi della mescita, che variano da uno a tre. Le birre non filtrate, ad esempio, vanno servite con due colpi, ovvero il primo per versare la birra fino ai tre quarti del suo volume, il secondo per risciacquare la bottiglia dai lieviti (facendola ruotare) e versando nel bicchiere. Se volete evitare i lieviti, fate solo il primo "colpo".

Esistono poi mescite in stile nazionale: la spillatura belga (un colpo singolo per le birre filtrate, con bicchiere in partenza a 45° e poi man mano si porta in verticale favorendo la formazione della schiuma, in due colpi per quelle non filtrate), la spilaltura britannica (in un solo colpo con il bicchiere a 45° e poi riaddrizzamento in verticale con formazione di schiuma), la spillatura tedesca (tre colpi e diversi minuti di spillatura, primo colpo con bicchiere a 45° e formazione di grande schiuma per circa 4/3 del bicchiere, secondo colpo con bottiglia inclinata e riempimento del bicchiere sempre con grande schiuma fino all'orlo, terzo colpo dopo qualche minuto, per aggiunta della birra rimasta. Questo procedimento vale anche per la spillatura alla spina).

Infine, se siamo a cena con amici e vogliamo servire una birra, ricordiamoci che la schiuma per le birre a bassa fermentazione va pareggiata al bordo del bicchiere, per quelle ad alta fermentazione può essere lasciato a coronamento (che esce un pochino oltre l'orlo).

E domani... abbiniamo!

Foto | Flickr

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